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Otto superbi romanzi brevi, l'opera estrema dell'ultimo grande talento della letteratura americana. Un libro che ci mette davanti agli occhi il corpo martoriato, eppure incredibilmente normale, della nostra società. "Oblio" consacra David Foster Wallace, e lo conferma come lo scrittore che più di ogni altro ha ereditato il culto e l'aura di Salinger e Pynchon. Appartato, schivo, refrattario a esibirsi, egli incarna oggi lo scrittore 'totale', per il quale la letteratura è l'unico vero fine dell'esistenza. Apparso dopo anni di silenzio, questo libro è stato salutato negli Usa come l'evento letterario del 2004.
Mister Squishy;
L'anima non è una fucina;
Incarnazioni di bambini bruciati;
Un altro pioniere;
Caro vecchio neon;
La filosofia e lo specchio della natura;
Oblio;
Il canale del dolore.
17/03/2005
Mauro - freestate7@hotmail.com
David Foster Wallace è uno scrittore dal talento indiscutibile; la sua padronanza di stili diversi è impressionante, e ben si adatta ad ogni forma di scrittura, dal romanzo al racconto breve, dal trattato ironico alla satira pungente. Ciò che non convince completamente in Foster Wallace sono gli argomenti trattati; autori come lui, ma anche come Dave Eggers ad esempio, danno il meglio quando trattano temi a loro vicini, se non addirittura autobiografici. In questa raccolta di racconti invece, l'autore passa da una relazione sulle indagini per conoscere i gusti del consumatore medio americano, alla satira sulla creazione di nuovi miti, ad altro ancora. Ma quasi mai questi racconti sono coinvolgenti, ed anzi spesso risultano noiosi e pesanti. La sensazione è che David Foster Wallace sia un operaio della scrittura, magari uscito da qualche importante scuola. Il suo talento è indiscutibile, dicevamo, ma alla fine questo ''Oblio'' rimane niente più che un esercizio di stile. Mauro
03/03/2005
Troppo occupato a dialogare con se` stesso e a sperimentazioni stilistiche ho l`impressione che Wallace si dimentichi del lettore. ho letto di meglio.
29/12/2004
Non mi ha entusiasmato per niente. Il modo di scrivere e' troppo impegantivo e confusionario. Il libro devo ammetterlo non sono riuscito a finirlo.
27/12/2004
Chi vi scrive è uno dei fan più accaniti di D.F.W. Il libro è bello, di una lettura impegnativa (come sempre per le opere di Wallace) ma c'è qualcosa che non convince fino in fondo, a volte si ha come l'impressione che sia uno scrittore ''prigioniero del suo talento'', delle sue stesse parole, troppo uguale a se stesso. Ma come sempre stupisce la sua straordinaria abilità. Io personalmente ho preferito il racconto più breve ''Incarnazione di bambini bruciati''.

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