Sudafrica, poco prima delle elezioni che hanno portato Nelson Mandela al potere: due coppie fanno i conti con la realtà sociale e politica del paese. Da un lato, ci sono gli Stark: Vera e Bennet. Lui rinuncia alle proprie attività artistiche per la famiglia, lei invece intraprende la professione di avvocato che, mettendola di fronte a problematiche nuove, le cambierà radicalmente la vita.
Dall'altro lato, scorre l'esistenza parallela dei Maqoma: Sibongile e Didymus, militanti neri tornati in patria dopo anni di esilio e a seguito dei grandi rivolgimenti politici. Lui, ex terrorista, viene messo da parte dal movimento rivoluzionario, mentre lei che non si è mai sporcata le mani con la politica vi acquisisce un ruolo sempre più attivo. Nessuno comunque passa indenne attraverso gli sconvolgimenti di questo secolo e tutti si trovano a dover fare i conti con la storia. Nadine Gordimer, con maestria nel trattamento della struttura narrativa e nella delineazione dei personaggi, ci commuove e insieme ci fa comprendere la realtà del Sudafrica, dove molti sono i segnali del cambiamento in atto, anche se non ancora del tutto chiara è la direzione del mutamento.
04/11/2003
Renato Di Lorenzo - rdlea@libero.it
Manca di tensione. Un tema interessante, almeno per chi non conosce il Sud Africa e la sua transizione fuori dalla segregazione, viene sprecato in un plot sciatto e prevedibile. Rimane la scrittura brillante di Nadine Gordimer, ma una scrittura brillante non fa un romanzo. I personaggi sono abbastanza ben delineati.

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