""Mountolive" è un romanzo interamente naturalistico nel quale il narratore di "Justine" e di "Balthazar" diviene oggetto, cioè personaggio", ha affermato Lawrence Durrell nel commentare il terzo testo, anch'esso riccamente polifonico, del suo Quartetto di Alessandria. Mediante un ampio flash-back, si torna alle origini di questa 'indagine sull'amore moderno'. Nella vicenda di David Mountolive, brillante diplomatico inglese, accreditato in un Medio Oriente già in fermento, ritornano personaggi come Nessim, Justine, Melissa, Balthazar e altri che avevano animato con le loro avventurose passioni i precedenti volumi. In un'Alessandria pur sempre misteriosa e mitica, ma in un contesto meno al di fuori della storia e meno estetizzante, si tramano complotti, si organizzano traffici d'armi. Intrighi politici, conflitti fra ragione e fedeltà culminanti in clamorosi gesti, lacerazioni fra amicizia, amore e dovere si affiancano nel romanzo alle tradizionali visioni durrelliane, fatte di erotismo ora tenue e evanescente, ora ossessivo. Libro stilisticamente più compatto dei precedenti - come è stato osservato -, "Mountolive" racchiude in sè la tensione del romanzo a trama sorretto dall'incalzante divenire dell'azione.

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