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-15% Mortalissima parte Massimo Bocchiola 978888246914
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Mortalissima parte


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I contenuti

Massimo Bocchiola ripercorre un lungo e faticoso cammino di generazioni e lo mette a confronto con le sue esperienze letterarie, le sue letture sulla guerra e sull'uomo in guerra, prima e dopo quell'11 settembre. E il suo libro diventa così una ricerca quasi ossessiva, per riuscire a superare l'angoscia della presenza minacciosa della morte e affrontare la vita a viso aperto, essendo uomini e, ancora una volta, padri di altri uomini.
"'Così tutta la mischia si addensava / attorno al corpo di un unico uomo.' Questo passo di Procopio, posto all'inizio e alla fine del libro, delimita anche idealmente 'Mortalissima parte' di Massimo Bocchiola. Infatti, le parole del cronista bizantino illustrano una ricerca inscritta nel segno della guerra, intesa come 'costanza assertiva del male'. Dall'antica Persia alla moderna Polonia, dalla Rivoluzione francese a quella haitiana, molte sono le terre, le epoche, le culture che fanno da teatro a questa tragedia. Anche se lo scenario principale dell'opera è il fronte italiano della Grande Guerra, la sequenza forse più estrema di tante commistioni (presagio della futura globalizzazione bellica) è dedicata a quella battaglia di Gallipoli che, nel 1915, vide l'esercito turco combattere le truppe australasiane dell'armata britannica. Trapunta di richiami a narratori, storiografi, poeti (cominciando dall'Omero evocato nel titolo), la raccolta si innerva su un tessuto di ricordi familiari, fino a comporre un'ampia riflessione intorno al rapporto fra umanità e violenza, nello spazio cruciale che si dischiude 'fra l'arma e il sangue'. Sul piano della lingua, ciò si traduce nella preferenza accordata a due procedimenti: da un lato il collage e il cut-up (come nelle frequenti citazioni o nell'inserto tacitiano 'tanatofobia'), dall'altro l'endecasillabo, usato spesso in forme dissimulate e frante. Il risultato è un testo commosso e meditato, pervaso da una incalzante 'pietas' per le vittime di ogni conflitto, anonime, smarrite, 'vene cieche nel marmo del racconto / e inabitate'". (Valerio Magrelli)


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