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Calliope Stephanides, detta Callie e poi Cal, è una bambina come le altre, o così crede, ma un giorno scopre che nel suo Dna si nasconde un gene misterioso che attraversa come una colpa tre generazioni della sua famiglia e ora si manifesta in lei. Callie è colpita da un'"eccentricità biologica" che fa di lei un raro ermafrodito. E da qui ha inizio la sua odissea. Un viaggio travagliato nel cuore di un passato che nasconde i segreti del suo destino. Tra furbi imprenditori e ciarlatani, tra sagge donne di casa e improbabili leader religiosi, in un vorticoso alternarsi di matrimoni, nascite e scandali. Dalla Turchia del crollo dell'Impero Ottomano all'America del proibizionismo, dai conflitti razziali alla controcultura, dal Vietnam al Watergate, Jeffrey Eugenides ci restituisce un mondo scintillante e drammatico in cui il senso del destino e l'eredità familiare si mescolano e si oppongono alla volontà di essere artefici di se stessi, di dar voce ai propri desideri, alla propria sessualità, ai propri sentimenti.
10/11/2009
Stupefacente la presa di Eugenides sul lettore: le pagine e il tempo scorrono rapidissimi e, senza rendersene conto, il libro è già finito! Storia e personaggi belli ed originali come pochi! L'intera narrazione è pervasa da una continua nota d'ironia che riesce a farti sorridere anche in circostanze tristi. Estremamente diverso da "Le vergini suicide" ma ugualmente bellissimo!
03/08/2009
Romanzo che è assieme parte della storia americana (e non solo americana) del XX secolo e della vita eccentrica ed appassionante di un ermafrodito prima ancora di nascere, poi bambino e infine adulto, tra l'America (e l'Europa) degli anni più rappresentativi del secolo trascorso. Romanzo picaresco che regala momenti di rara bellezza. Vincitore tra l'altro del Pulitzer nel 2003.
