Questo non è un libro, è un sondaggio. Armata di microfono e di entusiasmo una giornalista della Fininvest si aggira tra i personaggi noti e ignoti di uno stravagante, surreale popolo italiano. In realtà è Sabina Guzzanti a vestire i panni della frenetica Lalla, così come è ancora lei a dare voce, mimica e volto a una galleria di personaggi assolutamente esilaranti. Chi sono? Cartomanti dalle previsioni funeste, casalinghe annichilite dagli odori della cucina, studentesse urlanti, giapponesi stakanovisti e cantanti che alleviano il peso della lettura con le loro più fortunate canzoni, ma ci sono anche il 'carino' Martelli, la Pivetti quando ancora era tutta Camera e Chiesa, e un Cavaliere che si aggira goffamente tra i meandri della politica e della grammatica italiane. E' stato proprio lui a commissionare a Lalla un'indagine tra i progressisti. Per vederli meglio? Per sentirli meglio? Per mangiarli meglio? No, solo perché, dopo aver toccato con mano le reali difficoltà della politica, ha deciso di aprire un dialogo con le opposizioni, convinto che, come lui stesso ha dichiarato, "questa benedetta area progressista, questa fascia di mercato a cui appartenete, può rendere molto, ma molto di più di quanto già non rebbe!... resse!... Fa niente, dieci italiani su nove preferiscono che non uso il congiuntivo...".

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