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"Marinai perduti" è - tra quelli di Jean-Claude Izzo - il romanzo del Mediterraneo. Innanzitutto per i personaggi: il libanese Abdul Aziz, comandante di una nave condannata al disarmo; il greco Diamantis, suo secondo a bordo e poeta; il turco Nedim; le donne, Céphée, Melina, Aysel, Amina, Mariette, Gaby, Lalla, amate, perse e cercate nei porti del nostro mare. Poi c'è Marsiglia, città di esuli, di meticci, dove ogni incontro è possibile. C'è la luce del Mediterraneo, la sua storia, le leggende, i miti, la tragedia. E' il mare che intreccia i destini di questi personaggi. Solo i greci - pensa Diamantis - avevano tante parole per definirlo: "Hals, il sale, il mare in quanto materia. Pelagos, la distesa d'acqua, il mare come visione, spettacolo. Pontos, il mare spazio e via di comunicazione. Thalassa, il mare in quanto evento. Kolpos, lo spazio marittimo che abbraccia la riva, il golfo o la baia...".
26/02/2008
francesco - francescofurfaro@hotmail.it
Vite solitarie, il mare la tela su cui dipingono la propria vita, fantasie, desideri, sogni... ma cosa accade se un giorno ti trovi davanti quella tela ma sei senza pennelli? Le disAvvetunre di 3 marinai, su un cargo, l'Aldeibaran, fermo sotto sequestro nel porto di Marsiglia, città variopinta e profumata... 3 marinai costretti a guardare e tornare nella terra da cui sono sempre scappati, faccia a faccia con una terra Marsiglia, simbolo della realtà delle cose... Marinai perduti francesco
