Gli animali selvaggi, nel loro ambiente naturale, non soffrono delle nevrosi e delle malattie tipiche dell'uomo moderno; ma quando sono in cattività, il loro comportamento si avvicina terribilmente al nostro. Ecco dunque che le nostre metropoli, più che 'giungle di cemento', come spesso vengono chiamate, si configurano come un vero e proprio 'zoo umano' in cui noi viviamo come animali prigionieri. Partendo da queste considerazioni, Morris analizza in queste pagine il comportamento, il senso e la finalità della vita associata di quelle strane 'scimmie vestite' che siamo noi, capaci di scatenare un implacabile progresso sociale e tecnologico insieme ai nostri più potenti istinti creativi e a quelli più pericolosamente autodistruttivi. "Lo zoo umano" demolisce i miti e i pregiudizi di una civiltà al tempo stesso tecnologica e superstiziosa, affrontando i vari aspetti dell'esistenza animale umana organizzata, dal problema della coppia a quello del grande numero, fino all'esame dell'innaturale habitat cittadino. Ma soprattutto ci offre una serie di spunti di meditazione per trovare una via d'uscita dallo stato di impasse in cui la civiltà umana sembra essere giunta.
22/05/2006
ElogioDellaFuga - elogiodellafuga@libero.it
Saggio profetico di Morris sulla condizione di ''cattività'' dell'animale umano. Scritto nel 1969, è di strettissima attualità ed analizza puntualmente le nevrosi e gli espedienti per sopravvivere alla supertribù urbana nella quale l'uomo si è rinchiuso e che comporta sorprendenti similitudini con i comportamenti degli animali prigionieri degli zoo. Con almeno due decenni di anticipo Morris mette in allarme sul problema della sovrappopolazione (all'epoca circa la metà di quella odierna) ed offre una via di fuga nella creatività. Interessante il confronto che si può condurre tra le sue previsioni formulate quasi quaranta anni fa e la società attuale, parallelo che condurrà il lettore a rilevare come le più funeste previsioni dell'antropologo inglese si stiano tristemente concretizzando.
