Tullio Avoledo
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Alberto Mendini, pubblicitario cinquantenne un tempo sulla cresta dell'onda e oggi sull'orlo del fallimento, riceve una di quelle proposte che non si possono rifiutare. L'assessore alla cultura della Regione gli chiede di organizzare, in cambio di un bel pacco di soldi, nientemeno che la campagna per l'"Anno dell'Identità Celtica". Mendini è perplesso: di Celti, da quelle parti, per quello che lui ne sa, non se ne sono mai visti. E i soldi sono tanti, forse addirittura troppi... La terza scorribanda narrativa di Tullio Avoledo si svolge in una Regione che non c'è, ma potrebbe benissimo esserci.
Formato:
Rilegato
Pagine: 380
Lingua: Italiano
Editore: Sironi
Anno di pubblicazione 2005
Codice EAN: 9788851800451
Generi:
Romanzi e Letterature,
Romanzi Italiani Contemporanei
2005-03-06
Non mi aspettavo che Avoledo riuscisse ancora a stupirmi dopo i fuochi artificiali dei suoi primi due libri ma, beh, ce l'ha fatta ancora. Un romanzo divertente ma che fa riflettere, e che soprattutto si fa godere dalla prima all'ultima parola. Non saprei dire a che genere appartiene 'sto libro, ma chi se ne importa! Sicuramente è un libro intelligente, cosa che non si può dire di molti libri osannati di questi tempi...
Bravo Avoledo!
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2005-03-03
Francy
daisy.77@libero.it
Ma che bella lettura!!!
Devo proprio ammetterlo, anche questa volta Avoledo ha saputo sorprendermi! E lo ha fatto con un libro assolutamente piacevole da leggere!
Questo libro sarà apprezzato da tutti quelli che hanno amato le prime due opere di questo autore. Io l'ho trovato anche più bello: più studiato, più ironico, più pungente... E sì, perchè è proprio l'acume e la sottile ironia che Avoledo è in grado di trasmettere a rendere questo lavoro davvero super! Si parla della politica (quella corrotta, subdola e sotterranea), del denaro che sembra ormai poter comprare tutto (e tutti...), della crisi della famiglia moderna e dei suoi valori, del razzismo dilagante e minaccioso in certe aree del nostro paese...
L'unica mia indecisione riguarda il commento che farei al finale: non si tratta infatti del lieto fine che ci si aspetterebbe. Se da un lato è una sorpresa, che spiazza e mette fuori gioco il lettore con il tradizionale stereoptipo del <... e vissero felici e contrenti...>, dall'altro lato lascia un pochino l'amaro in bocca... un po' triste!!!
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2005-02-04
a chi conosce avoledo lo consiglio. è immancabilmente un fantasista delle situazioni più variegate. invece a chi non lo conosce prima di leggersi questo consiglio la guida telefonica di atlantide.
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