Nel titolo del libro è riassunto l'augurio che le macchine si vestano finalmente di capacità sociale, così da indicarci chiaramente - magari con lo "sguardo", perché no? - le loro intenzioni e i loro stati interni. Finché questo non avverrà dovremo stare in guardia. Vigilare. Perché le esigenze delle macchine non abbiano mai il diritto di precedenza sui bisogni umani.
Intelligente, brillante, drastico nelle diagnosi, "Lo sguardo delle macchine" è un appello persuasivo per l'umanizzazione della tecnologia moderna.
Nel suo precedente libro, "La caffettiera del masochista", Norman aveva confortato tutti noi, informandoci che, quando siamo in difficoltà col telefono dell'ufficio, non troviamo l'interruttore della luce, restiamo perplessi di fronte alla maniglia piatta di una porta o davanti a un rubinetto che non ci vuole lavar le mani, non siamo gli unici e non è colpa nostra. In questo libro, il "guru della tecnologia maneggevole" - così è stato definito Donald A. Norman - si addentra ancora una volta nell'esplorazione dell'impotenza degli uomini nei confronti delle loro macchine. Qui ci introduce all "psicoterapia" del design.
