Andrea Camilleri
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Ci sono i consueti ingredienti delle inchieste del commissario Montalbano, in questo nuovo romanzo di Camilleri: i chiardiluna legislativi, i lorsignori della politica, i lasciti di un governo gaglioffo, la prolissa incompetenza dei superiori, le calandrinate verbali di Catarella; gli stranguglioni, le làstime, i teatrini, le esche bugiarde, e la sensualità golosa del commissario. Ma in una diversa ricomposizione, ora: attraversati come sono da un'insidia segreta, che viene dal retrosguardo abissale di un Montalbano che avanza nella gravedine degli anni ed è giunto alle "sabbie mobili" del suo celibato adultero con Livia; ed è incistata nell'infarto subìto dal senso della realtà, allorché i "mostri" sembrano mulini a vento, la "provvidenza" è un prestanome criminale, i campi d'accoglienza per gli immigrati sono dei lager, i sequestri di persona possono essere anche messinscene da operetta, e la "Buona volontà" costituita da anime cosiddette pietose è un'associazione a delinquere specializzata nella tratta e nello sfruttamento delle nuove schiave. In una discarica è stato trovato il cadavere di una giovane russa, marchiato da un tatuaggio. La farfalla, tatuata sulla scapola della vittima, è una "sfinge": una farfalla migratoria e notturna, come le nuove schiave. Montalbano, per risolvere il caso, dovrà "cataminarsi tra monsignori e anime divote", in questo romanzo improntato dalla matematica del doppio. Dalla sfuggente doppiezza della realtà, alla duplicazione dei casi, al bivio delle scelte, alla scissione della personalità, alle due ali apparenti della "sfinge" che di fatto sono quattro: come quattro sono le schiave-farfalle. La labilità irrequieta di Montalbano si esibisce in pantomime solitarie; nella dissociazione tra un io che tende a cedere agli alibi della vecchiaia, e un secondo io che si oppone, resiste, e irride; tra la sensibilità ipotetica di un fauno e quella di un casto Giuseppe. Quando il commissario crede di essersi ricomposto nell'unità di una decisione, e si precipita all'incontro con la sua metà, la trama gli riserva una sgambata. E si divarica tra la corsa di Montalbano che va in una direzione, e la corsa di Livia che va nella direzione opposta. Come accadeva nei poemi cavallereschi di una volta; e nei romanzi ottocenteschi decisi dalla etorogenesi dei fini. L'architettura romanzesca ironizza su se stessa. Si diverte. E diverte. Malgrado tutto. (Salvatore Silvano Nigro)
Formato:
Brossura
Pagine: 265
Lingua: Italiano
Editore: Sellerio
Anno di pubblicazione 2006
Codice EAN: 9788838921612
Generi:
Gialli e Fantasy,
Gialli e Thriller
Romanzi e Letterature,
Romanzi italiani contemporanei
2007-09-25
Francesca
alexander13@virgilio.it
Avevo dimenticato quanto è divertente leggere i romanzi di Camilleri nei quali ci sono per protagonisti Montalbano & Company.
Molto carina la storia e i colpi di scena anche quello finale sulla sua vita personale.
Coma di fa a dire che è vuoto!?! Bellissimo!
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2007-06-12
Ho sentito il bisogno prorompente di andare a godermi il sole ed il mare nella ''casa di Montalbano'' in Sicilia ma, contemporaneamente, ho avvertito il piacere profondo di leggere tutto quanto possibile di quanto scritto da Camilleri.
Quando mi accingo a leggere i libri di Camilleri e, in particolare quelli il cui interprete è il famoso commissario, mi sembra di aprire una finstra, una porta-finestra, sul palcoscenico della mia adolescenza e dei profumi che hanno permeato la mia vita adolescenziale nella mia terra di sole.
Ancora, leggendo questo lobro, avverto il preciso profumo del mare, delle pietre di tufo avvampate dal sole, degli scogli spruzzati dal mare, della brezza calda del pomeriggio. Sento sul palato il sapore del pesce che si mangia così solo lì, dove Camilleri mi porta col pensiero e col cuore.
Grazie Camilleri e grazie Montalbano !
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2007-05-10
rmatteuc
rmatteuc@tin.it
Il commissario torna. E' ancora vittima delle conseguenze del litigio con Livia dell'agosto, ma è sempre in splendida forma.
Ritorna alla ribalta della cronaca per un omicidio di una bellissima ragazza con un tatuaggio. Inoltre è impegnato a smontare un finto rapimento di un uomo che è fuggito con dei soldi e l'amante a Cuba.
Come sempre il commissario si trova avvolto da una realtà che rappresenta la vita quotidiana di tutti i giorni.
Questa volta nessuna mafia, ma una associazione a delinquere nascosta dietro una associazione no profit. Queste associazione "volontarie" alla fine sono in grado di ottenre lavoro volontario e tanti soldi dallo stato e dagli enti locali.
Coprono dei vuoti lasciati appositamente dalla società per farne un business nascosto dietro la parvenza di un finto buonismo. (pag. 119).
L'associazione di cui si occupa Montalbano è molto più meschina, in quanto arruola ragazze in difficoltà per farle rubare in casa delle persone in cui prestano servizio.
Purtroppo il caso, complice la nuova legge di difesa personale nel caso un ladro entri nella propria abitazione, si trasforma in tragedia.
Mentre deve risolvere il caso Livia però è sempre presente.
Deve risolvere il caso ma anche decidere che futuro c'è per la sua storia d'amore.
Quando la soluzione dell¿omicidio è completa ed è previsto il ravvicinamento con Livia, succede l¿incredibile che da al romanzo un ritmo impossibile, come in un film di alta tensione. Succede l¿imprevedibile un altro omicidio collegato alla ragazza, si tratta di una vendetta e questo Montalbano già lo sa ma lo deve provare. Ha poche ore e comincia un tour de force che gli fa trovare le prove nel giro di poche ore.
Il finale con Livia è comico e divertente, si trovano ognuno nella casa dell¿altro.
Montalbano è sempre affascinante, anche la domestica che lo vede nudo dice che ancora è un bel uomo, ed è sempre alla ricerca di quei sapori della vita che lo soddisfano: il cibo, il mangiare, la paura che non si possa trovare il pesce, ma anche la tranquillità della sua Marinella.
Un¿altra preoccupazione gli viene dalla legge sul fumo, dalla sua impossibilità di fumare liberamente e anzi quasi si trattasse di un pericoloso criminale.
Il fumo non è un crimine.
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2007-02-17
L'UNICO MOMENTO PIACEVOLE GIUNGE CON L'ARRIVO DI INGRID, POI TORNA AD ESSERE VUOTO, NULLA A CHE SPARTIRE CON LE PRIME AVVENTURE DI MONTALBANO.
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2007-02-16
Gianluigi
geometra75@hotmail.it
Il commissario Montalbano invecchia e inacidisce: si perde spesso in considerazioni politiche sul governo (l'allora Berlusconi), per non parlare delle liti con Livia. Chissà cosa ne penserà l'arguto commissario dell'attuale primo ministro. I tagli alle finanze delle forze dell'ordine fatti da un governo di centrosinistra saranno forse più digeribili? E che ne penserà l'ineccepibile Montalbano, contrario da sempre ai condoni, dell'indulto? Dovremo resistere fino alla prossima puntata per conoscerne il pensiero. Chissà che per allora il nostro Salvo non riesca finalmente a concedersi alla bella Ingrid, così da rilassarsi un poco! Il voto sufficiente a Camilleri, comunque, non si nega mai...
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2007-02-06
SOLO UN LEGGERO RISVEGLIO DAL TORPORE DELLA LETTURA ALL'INCIRCA A PAGINA 82 QUANDO FA' IL RIENTRO LA SVEDESE.
PER IL RESTO .......NOIA
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2007-01-26
Il Montalbano di Camilleri non ci stancherà mai. Lui e gli altri personaggi dei romanzi di questa acclamata serie di gialli sono unici e, per questo, indimenticabili. Unica pecca è la conclusione: banale, forse anche un pò deludente. Per il resto, l'ironia che pervade ogni piega del testo e lo sfondo paesaggistico della splendida terra di Sicilia che ci viene descritta giustificano ampiamente l'acquisto del libro.
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2007-01-16
Pier
pier@w3a.it
Come al solito un gran bel libro...non mi stancherei mai di leggere Camilleri e il suo grande Montalbano!
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2007-01-08
Montalbano non delude mai...e la storia stavolta era piu' credibile e divertente...come i suoi continui ''contrattempi'' con Livia. Bello anche se leggero; da leggere.
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2007-01-04
Peccato scadere così di tono!
Io che ho apprezzato moltissimo Un filo di fumo, Il Cane di Terracotta, La mossa del cavallo ed altri libri di questo maestro mi rammarico sinceramente di fronte a cotanta caparbietà di produzione!
La prossima cosa sarà? Forse la ricetta dell'acqua e anice.........
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2006-12-27
Alex
neronimo@email.it
Sul Maestro Camilleri non si puo' certo dire male ... il libro segue la scia di altri ,con l'indagine del sempre arguto e intelligente Montalbano, fluida, incalzante, rapida. Francamente forse e' il momento di fermarsi e riflettere ...se continuare con queste storie o cambiare e cercare magari di scrivere qualcosa di diverso. Ho letto e comprato tutti i libri di Camilleri, di alcuni francamente non ricordo neanche la trama letteraria, ma nel complesso ci troviamo di fronte ad un Maestro della scrittura .Giu' il cappello...signori!
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2006-11-17
Premetto che sono un vero e proprio fan di Camilleri,che ho letto tutti i romanzi che hanno come protagonista il commissario Montalbano e che ho amato anche i vari romanzi storici che l'autore ha scritto (sopra tutti segnalo ''La concessione del telefono''). Premesso questo do sicuramente un giudizio positivo anche in merito a questa ultima fatica dell'autore. Montalbano invecchia ma il libro forse e' anche piu' divertente di altri della stessa serie,con vari momenti di vera e propria ilarita'. Insomma secondo me il personaggio non ha perso la freschezza dei primi episodi e non si trascina senza piu' nulla da dire. Tutt'altro,tanto e' vero che in questo nuovo libro Montalbano critica leggi, complicita' e sfruttamento con quella capacita'-caratteristica tipica dell'autore di mescolare comicita' a tragedia,farsa a realta'. Consiglio a chi ama Montalbano di leggere questo libro che, a mio parere, non ha nulla di meno rispetto agli altri.
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2006-11-17
Michela Giordano
portacoeli@libero.it
Un bel libro, dal ritmo intenso, all'altezza dei precedenti. Ho letto tutto Camilleri e non mi sentirei di giudicare questo il suo capolavoro che per me rimane La scomparsa di Patò in assoluto e nell'ambito dei romanzi con Montalbano Il cane di terracotta.
Ma è un racconto avvincente, questo, da non perdere.
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