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Anche Andrea G. Pinketts è stato piccolo, Lazzaro no. Era già grande alla sua prima avventura che è una fiaba d'azione. Dove il Bene e il Male si scontrano con il 'bene o male' e ne escono sconfitti. Quando i cani latrano e i maiali abbaiano, quando i nani e i giganti si incontrano nello stesso piccolo paese, allora è il caso che Lazzaro Sant'Andrea intervenga. Fra Peter Pan e il mostro di Firenze, fra Mary Poppins e Mary Riley, fra pedofili e cinefili, fra Swift e Swing, la genesi della letteratura pinkettsiana.
02/10/2001
<br>Ho scoperto Pinketts dal "quarto libro" della sua "trilogia" e da li a ritroso per scoprire meravigliata, affascinata e divertita il genio di uno scrittore che racconta le sue avventure tramite un alter ego molto fuori dalle righe, con una banda di amici leali ma più incasinati di lui. Leggetelo, ne vale veramente la pena ed imparerete cos'è il dono del "Senso della frase".
21/08/2001
<br>Una storia noir in un paese del Trentino. L'azione, descritta con un linguaggio brillante e divertente, si svolge tra maniaci, vecchie fiamme e incontri con i bulli del posto.
12/08/2001
<br>Eh già proprio la resurrezione di un genio della parola.... mi era pressoché sconosciuto come autore, ma poi un amico mi ha regalato l'inizio della saga di Lazzaro. Leggere tutto il resto è stato come bere una birra, l'acqua a Lazzaro non piace mica poi tanto! Geniale è l'unica parola che forse riesce a descrivere il modo in cui Andrea G. Pinketts usa le parole. Leggetelo e verrete fuori anche voi con Lazzaro. Manovella76
