"Ci avevano mandato un nuovo film. Era "The Fly", con Vincent Price. Appena un anno prima, mi avrebbe spaventato a morte, e il punto in cui la mosca dalla testolina di uomo dice "Aiutatemi" mi avrebbe fatto venire gli incubi. Adesso non piú. Non dopo aver visto la luce del fantasma, non dopo essere stato rincorso quella notte da Bubba Joe, non dopo essere quasi stato investito da un treno e aver visto Buster che gli tagliava la gola, a Bubba Joe, e lo buttava nel torrente".
Tra romanzo horror e "Il Buio oltre la siepe", "La sottile linea scura" ("A Fine Dark Line") è la superba conferma della 'svolta' inaugurata da Joe Lansdale con il romanzo "The Bottoms" (pubblicato in Italia col titolo "In fondo alla palude"). Raggiunti i cinquanta anni di età, l'iperproduttivo scrittore texano sembra voler mettere da parte, almeno per il momento, le predilette atmosfere neo-pulp e iperrealiste a favore di una narrativa piú distesa, in realtà sottilmente capace di contenerle in sé come sapori essenziali, insieme a molti altri. E per questa via Lansdale si innesta nella grande corrente degli scrittori ossessionati dall'adolescenza e dalla 'perdita dell'innocenza', vista in questo caso attraverso gli occhi di un ragazzino tredicenne la cui vita è destinata a subire profondi mutamenti nel corso di una estate del 1958. "La sottile linea scura" rievoca le tensioni razziali all'interno delle piccole comunità del Texas orientale, in una sorta di guerra tra poveri che rischia, alla fine, di lasciare solo vinti e nessun vincitore. Mescolando orrore e stupore, comico e grottesco, il bersaglio di Lansdale è la suprema arroganza - in realtà, profonda ignoranza - di una razza che si crede superiore alle altre. Ma anche per questa arroganza c'è pietà, nello sguardo magistrale con cui il narratore ci consegna, come un gioiello luminoso, questo frammento d'America sottratto al buio del passato. Che sembra pulsare con l'anima selvaggia e perennemente inquieta, e perciò capace di scoprire il mondo, di quell'adolescente che ognuno è stato.
27/09/2006
Greta - gretel68@virgilio.it
La sottile linea scura demarca il passaggio tra il bene e il male, tra l'innocenza e la sua perdita. A due anni da 'In fondo alla palude', Lansdale ci regala un altro romanzo nostalgico, centrato sull'adolescenza passata e mai dimenticata, sulla nostalgia del bambino candido e ingenuo , descritto con perfezione e semplicità. Stanley Mitchell ha 13 anni e vive nel Texas del 1958, nell'ultima estate innocente della sua vita scopre una cassetta che contiene delle lettere d'amore. Incuriosito comincia un'indagine personale. In questa indagine è affiancato dalla sorella Callie . Improvvisamente Stanley si trova catapultato in un mondo diverso: fatto di sesso che inizia a scoprire piano piano, confuso all'inizio, scopre la malizia e il braccio di ferro che determinano i rapporti uomo-donna. Il Texas descritto è il solito di Lansdale. I diritti civili sono ancora lontani, i neri e i bianchi vivono ancora in due mondi diversi, ma Stanley con tenerezza e indignazione inizia a capire l'ingiustizia del mondo che lo circonda e in un modo semplice si ribella grazie all'amicizia del protezionista del drive-in di famiglia e della cuoca di casa, tutti e due di colore. Lo stile di Lansdale nei dialoghi e nella trama è il solito: i dialoghi sono semplici e ogni frase ci regala filosofia e ironia, nella trama c'è la ricerca di spiegare un giallo, ma il fine non è scoprire chi sia l'assassino. Il fine è capire il percorso umano e i cambiamenti che determinati fatti hanno sulla vita personale. La perdita dell'innocenza è il prezzo che Stanley paga in cambio della verità che cerca. Il ragazzo osserva il mondo attorno a se, capisce di essere vissuto fino a quel momento in un limbo, protetto dalla famiglia, dalla sicurezza, dalle cose scontate che fanno parte della vita fanciullesca. Ma ad un certo punto, come per tutti, bisogna crescere e adattarsi al nuovo mondo. La tenerezza che l'autore mette in questo cambiamento è (secondo me) commuovente.
19/02/2005
enzo di meo - dimeoenzo1949@libero.it
vorrei rispondere al lettore che definisce brutto il romanzo di lansdale. la definizione di ''romanzo perfetto'' e non ''libro perfetto'' è di D'orrico di cui sono un estimatore anche se a volte non sono d'accordo con lui. il romanzo forse non sarà perfetto ma sicuramente un gran bel libro (ce ne fossero!).la caratterizzazione dei personaggi mi sembra eccellente,la scrittura fluida e non banale,ottimo lo spaccato della società americana del sud,in più si respira una avvincente aria di noir.
29/01/2005
Qualcuno ha parlatto di ''libro perfetto''. So di chi si tratta ma non il perché. Tutta roba già vista e sentita. A cominciare dal titolo: nessuno ricorda il film ''la sottile linea rossa''? Atmosfere, temi, canzoni, vestiti, provincia americana di cui ci nutriamo da almeno venti anni. L'intreccio poi non coinvolge, il finale è prevedibile, i personaggi cesellati con uno stampo logoro.
09/07/2004
Pierluigi - jarod@krol.it
L'ho appena finito e avverto come un vuoto... E' una storia cosi' semplice ed e' raccontata in una maniera cosi' incantevole..e gia'..perche' non si puo' che rimanere incantati nel lasciarsi trasportare dalla magia di questo romanzo. Leggendolo ho riso ed ho pianto..non sapete quanto!! Piu' andavo avanti a leggere, piu' mi veniva voglia di tornare all'inizio , di ricominciare...incredibile! Difficilmente dimentichero' questo libro e soprattutto il piccolo/grande Stanley Mitchell Jr. ..un amico ''vero'' che ci prende per mano e ci accompagna nella piu' grande delle scoperte... la vita.
27/06/2004
bello,lucido,avrei voluto non finisse mai.Mi ha suscitato emozioni molto simili ad ''io non ho paura'' di Ammaniti;ora spero solo in una splendida sceneggiatura e un ottimo regista,questo libro si merita un bellissimo seguito cinematografico!
04/06/2004
''La sottile linea scura'' è sicuramente il miglior romanzo di Lansdale, quello in cui l'autore texano raggiunge la sua completa maturità artistica: la storia è emozionante e coinvolgente, i personaggi intriganti e lo stile pulito, scorrevole e ''proporzionato''. Il miglior libro degli ultimi anni: un capolavoro!
