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Sono gli anni che seguono la morte della figlia Paula e Isabel Allende adotta la forma del 'diario' per fare la cronaca della famiglia, faticosamente riunita in California. I ricordi si intrecciano alle riflessioni sulla vita, sulla sua opera e sul mondo contemporaneo. Due leitmotiv danno coesione all'insieme: la relazione amorosa con il secondo marito Willie e l'ansia di costituire e difendere una grande tribù familiare. Isabel tiene letteralmente insieme un clan variegatissimo e lo governa come una vera patriarca. Dopo "La casa degli spiriti" come dubitare di questa inclinazione? E se talora la generosità travalica in esercizio di potere, in deliberato controllo delle altrui vite per modificarne il corso, è pur vero che da questo movimentato ritratto emergono gli indiscutibili pregi della famiglia allargata, come luogo dell'affetto e della comprensione. Se le avventure della tribù e della sua 'regina' la fanno da padrone, non mancano le riflessioni sull'incombere del tempo, sulle debolezze di un carattere forte, sulla rivincita del buon senso, sulla capacità di cambiare e in ultima analisi, sul dono di sapersi prendere in giro che dovrebbero sempre accompagnarci nella fatica di vivere. Si esce dalla lettura con la sensazione di aver attraversato una grande galleria di ritratti familiari, di aver vissuto una cronaca di affetti che ci riguarda da vicino. Con intelligenza e autoironia Isabel ci mostra le difficoltà di tenere insieme un clan variegatissimo e di dominarlo; mettendo a nudo le proprie inclinazioni, la scrittrice de "La casa degli spiriti" ci dice che l'eccessiva generosità rischia di sconfinare nell'invadenza.
12/12/2009
Premetto: ho letto quasi tutti i libri della signora Allende (escluso quelli per ragazzi) ed alcuni, anzi molti, sono veramente bellissimi, ma questo è il più brutto. Un'autocelebrazione della sua famiglia, scritto certamente da una buona mestierante per fare altri soldi che magari gli servono per mantenere il livello di vita della sua numerosa progenie ed affiliati vari.
18/11/2008
La vita stessa di Isabel è un romazo complesso e la sua capacità narrativa è sempre speciale!
10/10/2008
QSTO è STATO IL PRIMO LIBRO DI ISABEL ALLENDE CHE LETTO E L'HO TROVATO TALMENTE BELLO IL SUO MODO DI SCRIVERE CHE NE HO COMINCIATO A LEGGERE TUTTI GLI ALTRI. QSTO RACCONTO COMINCIA DOPO LA MORTE DELLA FIGLIA PAULA E NARRA LE VICENDE DEI VARI COMPONENTI DELLA BIZZARRA AUTRICE E DELLA SUA NON DI MENO BIZZARRA FAMIGLIA CON IRONIA E CON TATTO COME SOLO LEI RIESCE A FARE. XENIA
23/09/2008
Isabel non si smentisce mai! Autrice fantastica anche se, pur amandola, mi chiedo se per caso scrivere della sua Tribù, non sia un palliativo perché momentaneamente priva delle sue solite idee fantastiche! In qs romanzo autobiografico, permette ai lettori fedeli di conoscerla un pochino di più. Al solito, come molti autori sudamericani, fa l'amore con ''carta e penna''!! Lo consiglio!
08/08/2008
ECCOLA TORNATA!!! finalmente ecco tornata la scrittrice che amo... ho letto tutto di lei ''perdonandole'' anche libri come zorro o ines dell'anima mia... ma solo per il suo modo di scrivere, per la sua capacità di portarti con se... ma con questo libro è tornata a scrivere di se, di storie importanti... e ancora una volta l'ho amata... un bellissimo libro... leggetelo!!! mara
25/06/2008
Sembra che l'autrice dia il meglio di sè nei suoi scritti autobiografici. Con una prosa fluida e scorrevole, a volte ironica, sempre piacevole, mette in scena la Grande Tribù della sua famiglia e ci racconta spazi e tempi della sua vita dopo la perdita della figlia. Da non perdere.
19/06/2008
Bello e coivolgente, si legge tutto d'un fiato, come del resto tutti i libri della Allende. Lo consiglio vivamente.
27/05/2008
lento, eccessivamente malinconico, e triste. personalmente non lo consiglio
27/05/2008
.... Isabel non si smentisce mai! Riesce a raccontare gioie e dolori della sua famiglia scompigliata con intensa leggerezza. Impossibile non gioiere o soffire insieme a lei! Come sempre GRANDE!
07/05/2008
Questo si chiama scrivere... questi sono libri...
14/03/2008
Ho sempre amato le sue storie, ma dopo aver letto questo libro ho capito che la storia più bella è la sua vita. Ottimo libro. Molto molto piacevole e interessante.
11/03/2008
Isabel Allende è una scrittrice unica! Ho appena finito di leggere questo libro e subito vorrei iniziarlo da capo! Come tutti i suoi libri del resto... Grande Isabel!
11/03/2008
...come Paula, anche questo diario della vita dell'Allende mi è piaciuto moltissimo. Preferisco la Allende che parla di sè e della sua famiglia a quella che scrive romanzi...
18/02/2008
E' da legggere... premetto una cosa è un po' triste xò... by da brescia
16/02/2008
Come sempre Isabel non mi ha delusa... anzi mi ha portato all'interno della sua scompigliata ma fantastica famiglia facendomi ridere e soffrire insieme a lei. Ho letto tutti i suoi libri ma devo dire che questi ''ricordi'' che lei dona ai suoi lettori sono preziosi come un romanzo, perchè ci permettono di conoscere un po' di più questa donna straordinaria.
