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-15% La solitudine dei numeri primi Paolo Giordano 978880457702
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La solitudine dei numeri primi


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I contenuti

Alice ha sette anni e odia la scuola di sci, ma suo padre la obbliga ad andarci. È una mattina di nebbia fitta, lei ha freddo e il latte della colazione le pesa sullo stomaco. In cima alla seggiovia si separa dai compagni e, nascosta nella nebbia, se la fa addosso. Per la vergogna decide di scendere a valle da sola, ma finisce fuori pista, spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canalone innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno. Mattia è un ragazzino intelligente con una gemella ritardata, Michela. La presenza costante della sorella umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei. Per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia decide di lasciare Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei. Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e di Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze, così profondamente segnate, si incroceranno e i due protagonisti si scopriranno strettamente uniti eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano primi gemelli: due numeri primi separati da un solo numero pari, vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero. Questo romanzo è la storia dolorosa e commovente di Alice e di Mattia, e dei personaggi che li affiancano nel loro percorso. Paolo Giordano tocca con sguardo lucido e profondo, con una scrittura di sorprendente fermezza e maturità, una materia che brucia per le sue implicazioni emotive. E regala ai lettori un romanzo capace di scuotere per come alterna momenti di durezza e di spietata tensione a scene più rarefatte e di trattenuta emozione, piene di sconsolata tenerezza e di tenace speranza.



La recensione di BOL

La calzamaglia di lana punge le gambe, i guanti paralizzano le dita, mentre il casco saldamente calcato in testa comprime il viso schiacciando le guance. Fa freddo quella mattina e la nebbia non permette di scorgere la cima della montagna. Le voci si perdono, attutite dalla foschia e dal desiderio di non trovarsi in quel luogo. Alice è sola. Sola come può esserlo una bambina di sette anni in mezzo ad altri bambini con i quali nulla condivide, se non la circostanza di trovarsi nella stessa scuola di sci. Alice è sola di fronte al desiderio del padre che già la vede come una campionessa in erba, una vincitrice, sempre e comunque. Da sola Alice si allontana dal gruppo, da sola decide di scendere da quella montagna che non la ama, da sola si ritrova a faccia in giù nella neve, una gamba spezzata, il terrore e l'umiliazione, l'angoscia e la consapevolezza di non essere all'altezza per l'ennesima volta nella sua breve vita. Anche Mattia è solo, segregato dalla sua intelligenza, privo di amici e con una sorella gemella ritardata che, felicemente inconsapevole della sua disabilità, vive in mondo fatto di suoni incomprensibili e azioni prive di senso. Ma neppure Mattia si sente "normale" e forse la festa di compleanno di un compagno di classe è per lui l'ultima occasione di confondersi con il gruppo, di non sentire più i bisbigli alle sue spalle mentre si allontana. Mattia crede che sia Michela la causa del suo ostracismo e mostrarsi a quella festa con lei significherebbe ancora una volta venire umiliato dai suoi compagni. Mattia lascia sola Michela nel parco cittadino, solo per un paio d'ore, solo finché non finisce la festa. Allora tornerà a riprenderla e andrà a casa con lei senza dire nulla, perché tanto i genitori non possono capire... La fortissima propulsione di questo romanzo d'esordio avviene qui, nelle prime pagine che vedono Alice e Mattia bambini, segnati da due vicende parallele e mai risolte, che li accompagneranno lungo tutto il corso della vita. La potenza linguistica di Paolo Giordano, che descrive la parabola di queste due giovani esistenze attraverso parole commosse eppure lucidissime, si evolve insieme ai suoi protagonisti mentre si incontrano e si scontrano, si riconoscono l'uno nell'altra come due numeri primi gemelli, sempre vicini ma non abbastanza per toccarsi davvero. Mentre Alice e Mattia crescono, diventano adolescenti e infine adulti, il linguaggio di Giordano si sviluppa insieme a loro, complica i pensieri e le sensazioni, amplifica sentimenti e distanze. Incapaci di lasciarsi alle spalle un'infanzia dolorosa, i due protagonisti sono così impegnati a costruire barriere che li separano dal mondo, da non riuscire neppure a ritrovarsi a vicenda. Ma è il viaggio, soprattutto in questo caso, ad essere indiscusso protagonista di un romanzo che rompe completamente gli schemi dei consueti romanzi giovanili. Il viaggio che Alice e Mattia compiono involontariamente nel vivere le proprie vite irrisolte, imperfette, marginali, ma proprio per questo delicate e terribili insieme, capaci di momenti di spietata durezza come di attimi ricchi di tenerezza e di speranza.

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