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Luciana Castellina, militante e parlamentare comunista, fra i quattordici e i diciotto anni ha tenuto un diario che racconta la sua iniziazione politica: dal giorno in cui, il 25 luglio 1943, a Riccione, la partita di tennis con la sua compagna di scuola Anna Maria Mussolini viene interrotta perché la figlia del Duce deve scappare (suo padre è stato appena arrestato a Roma), a quando si iscrive al PCI. In mezzo, l'evoluzione di una ragazza dei Parioli, con gli occhi aperti sul mondo e sulla storia, titubante nei suoi pensieri e curiosa di capire, i primi viaggi a Praga e nella Parigi del dopoguerra, i primi compagni, il primo gioioso lavoro, insieme a tanti coetanei di tutta Europa, per costruire una ferrovia nella Jugoslavia di Tito, le domande, le ribellioni, le scoperte di uno spirito impaziente di prendere forma. Questo diario, rivisitato e arricchito, ha mantenuto tutta la sua freschezza e la forza della sua testimonianza su un pezzo di storia decisivo per la generazione postbellica.
06/08/2011
Un libro piacevolissimo che narra della partecipazione giovanile alla ricostruzione del paese innanzitutto ideale poi anche materiale. Il diario giovanile raccontato in queste pagine mostra a chi legge la strada per uscire dai confini dell'io verso il noi di una collettività purtroppo smarrita: è quello del "noi" il solo ambito nel quale ritrovare il senso di una vita che trascenda i confini egoistici. allora come oggi. un libro di poche ed intense pagine. freschissimo.

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