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04/11/2004
Si stenta a credere che questo sia il primo romanzo di Bardazzi: lo spessore narrativo, la caratterizzazioe dei personaggi e uno stile incisivo e asciutto lasciano intravedere la stoffa dello scrittore esperto e navigato. Dalle prime righe l'autore riesce a catturarci con grande abilità attraverso un impianto narrativo che si compone quasi in quadri,che si muovono avanti e indietro nel tempo seguendo per un arco temporale di alcuni anni le vicende del protagonista Sherwood ''Chuck'' Forbes. Quasi come apparente sottofondo alla storia del personaggio principale si dipana il dramma di Lindberg e dell'America dopo la grande crisi. L'intreccio delle vicende personali di un giornalista, di quelle dell'eroe dei cieli, e di una nazione perennemente in cerca della sua identità si compongono in un favoloso quadro in cui è sapientemente affrescata l'epopea umana. Bardazzi riesce con acume e immediatezza a farci sentire vivi e vibranti i suoi personaggi attraverso memorabili pennellate introspettive che tratteggia con sapiente e commossa discrezione e, allo stesso tempo, ci rende - quasi inconsciamente - partecipi di quel grande ''respiro'' di libertà che ha attraversato gli ultimi secoli che si chiama America. In sostanza un romanzo di pregiata fattura che riesce ad avvincere, ad emozionare ed a far riflettere nello stesso tempo. Non ci resta che attendere ansiosi le future prove di questo promettente scrittore.
04/11/2004
Giovanni - clubdanteinitalia@supereva.it
Prigioniero della propria fama per la celebre trasvolata del 1927, assediato dai media che ne hanno fatto la prima vera star globale, Charles Lindbergh si rifugia con la giovane moglie a Hopewell, nel New Jersey. Una notte del 1932 la grande villa in mezzo ai boschi che Lindbergh ha fatto costruire per difendere la privacy della famiglia si trasforma in un luogo da incubo: qualcuno penetra nel rifugio e rapisce Charles Jr., il figlio di due anni dell'eroe dei cieli. Nasce una caccia all'uomo che lascia l'America con il fiato sospeso. Tra i reporter che si precipitano a Hopewell c'è Sherwood "Chuck" Forbes, cronista senza doti e senza famiglia, alle prese con una difficile storia d'amore, costretto dalla Depressione a rassegnarsi alle regole del giornalismo-spazzatura. Il rapimento Lindbergh e i suoi sviluppi diverranno per Chuck un'ossessione, l'unico punto fermo in una vita apparentemente priva di traguardi e ideali. Al termine della lettura di questo romanzo si ha proprio l'impressione di un bel libro; l'andatura e lo stile del libro, ma il paragone inizia e finisce qui, rimandano immediatamente alla fiction più in voga in questo periodo, quello del thriller a sfondo giudiziario e anche se la trama è risaputa (si parla di un fatto di cronaca dei più famosi e mitici degli Usa nel 900), costituisce il centro dell'azione in tutto e per tutto, grazie all'uso sapiente che fa l'autore nel dosare rivelazioni e novità riguardo alla vicenda, che sempre rinnova la curiosità nel lettore; l'altro punto di forza è il racconto della vita del protagonista, da cui traspare la storia di un paese e di una generazione di uomini che hanno creduto possibile il riscatto da una triste situazione e la conquista della felicità, capace di trovare la forza della ripresa certo grazie a figure come Lindbergh e Carrel, ma anche per eroi del "quotidiano" come appunto Sherwood Forbes o l'amico e collega, l'italoamericano Tony Felicetti, dato che anche uno "spalatore" ha il diritto di sognare e di brigare per la propria realizzazione. In tutto sostenuto da una scrittura bellissima, asciutta ma incisiva. Andrebbe letto anche solo per il capitolo 17 in cui Chuck si ritrova sulla Highway 66 e al lettore pare di intravedere, in quei panorami, il fantasma di Tom Joad...

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