Oxford, 1663: un luogo e un periodo di grandi fermenti politici, scientifici e religiosi. Un docente del New College viene trovato morto in circostanze misteriose. Una ragazza, accusata dell'assassinio e condannata all'impiccagione, durante il processo subisce volgari accuse di stregoneria e comportamenti depravati. Quattro testimoni raccontano la loro verità sul delitto: Marco da Cola, un cattolico veneziano interessato soprattutto a rivendicare l'invenzione della trasfusione di sangue; Jack Prestcott, uno studente in medicina che si propone di scagionare il proprio padre, sospettato di aver tradito la causa realista; John Wallis, insigne matematico, teologo inveterato cospiratore, capo crittografo di Cromwell e del re Carlo II; Anthony Wood, celebre studioso dell'antichità. Tutti e quattro descrivono con dovizia di particolari ciò che accadde, ma - tranne uno - travisando sapientemente i fatti per scopi personali, non sempre compatibili con il vero. La molteplicità dei racconti, ciascuno dei quali, preso a sé, appare del tutto convincente, non fa che aggiungere mistero al mistero: chi ha ucciso il dottor Robert Grove? Thriller storico di alto profilo, sospeso tra finzione letteraria e realtà.
05/12/2009
Mi stupisco come un uomo di cultura e gran divoratore di libri come Corrado Augias possa aver testualmente affermato: "Uno di quei romanzi che non si vede l'ora di tornare a leggere". A mio modesto parere si tratta di un tomo di difficile lettura, altamente prolisso nelle disquisizioni teologiche e nelle dispute politiche. Il periodo storico è ben rappresentato assieme al fervore scientifico dell'epoca, ma l'interesse e l'attenzione per la vicenda narrata vanno inesorabilmente scemando dopo la prima verità, quella del presunto Marco da Cola. I pochi colpi di scena lasciano abbastanza indifferenti e la verità vera non viene mai svelata. Bisogna interpretare i quattro racconti, ma purtroppo, senza mordente, questo diviene alquanto faticoso. Ho fatto appello ai diritti di Pennac e con un gran mal di testa sono volato al termine senza pretese. Vivamente sconsigliato.
21/11/2007
E' stato uno di quei libri acquistato per caso che è stata una scoperta stupefacente. Quando leggi un libro completamente libero da condizionamenti e pregiudizi e scopri una perla come ''la quarta verità'', la soddisfazione che si riceve è moltiplicata perchè inaspettata. Il libro ha una costruzione narrativa originalissima e un susseguirsi di colpi di scena ''spiazzanti''. La caratterizzazione dei personaggi è fatta in maniera magistrale e gli stessi ti si attaccano addosso accompagnandoti per lungo tempo dopo la fine della lettura. La lunghezza del romanzo non è un difetto bensì un pregio perchè non riesco a trovare una sola pagina che non sia utile ai fini della storia. Pears ci apre una finestra direttamente sul 17° secolo in una Inghilterra cupa e martoriata dalla guerra civile tra la monarchia e il Commonwealth dove viene commesso un omicidio che sta sullo sfondo di vicende ben più importanti e segrete. I fatti vengono esposti attraverso 4 testimonianze di altrettanti personaggi che narrano la storia dal loro punto di vista, smentendosi e contraddicendosi l'un l'altro. Un rompicapo di cui si scopre la soluzione soltanto alla fine. Lo consiglio vivamente. Finirete con l'amarlo.
09/01/2007
Pasquale - punto_ufficio@hotmail.com
Quattro testimonianze e mille risvolti in un thriller filosofico che si dipana,come un mosaico,in un contesto storico di grandissima rilevanza nella storia dell'Inghilterra. L'autore è stato abilissimo a condurre il lettore attraverso 750 pagine di storie ed inganni lasciando trasparire impercettibili indizi che solo alla fine hanno completato un quadro politico e religioso dell'intera vicenda. Il Dramatis personae è quanto meno lampante per scoprire come l'autore ha intrecciato le vicende dei vari personaggi storici secondo il canone filosofico del Novum Organum Scientarium di Francesco Bacone. Unica nota negativa del libro resta il fatto che l'autore ha costruito un romanzo lungo e forse un pò dispersivo.Sicuramente da leggere!
29/04/2002
gli amanti del romanzo storico non dovrebbero assolutamente perderlo..! lo stile del linguaggio, i personaggi, i colpi di scena che si susseguono fino alla fine con una formula molto originale, uno dei gioielli della mia biblioteca...da mettere vicino ''Il nome della rosa''!

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