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È il romanzo di un viaggio attraverso un paese narrato dalla gente, da innumerevoli personaggi: bevitori incontrati in vivacissime bettole, autisti di squinternate corriere lanciate per migliaia di chilometri tra selve e deserti, meccanici-filosofi e gommisti-antropologi, vecchi indios dalla saggezza velata di ironia, giovani teppisti delle bande metropolitane o allevatori di galli da combattimento che si rivelano custodi di antiche tradizioni. Un caleidoscopio di comparse sullo sfondo di un Messico sornione, sempre pronto a infiammarsi senza preavviso, capace di stupire il viandante a ogni angolo di strada. Pino Cacucci osserva, ascolta, registra, reinventa, guidato dalla certezza che le storie tramandate sono più vere della storia ufficiale.
"Be', come dice Harold Pinter, 'macché New York o Parigi: quando voglio respirare cultura vera e rinnovare le energie intellettive, vado a Città del Messico'."
17/09/2008
Un libro piacevole, una ''passeggiata virtuale'' con Cacucci nel luoghi che l'autore ritiene essere i più significativi del messico. Trapela il fascino del paese, ma c'è poca passione in quello che lo scrittore racconta. E' come se, per eccesso di professionalità, avesse dimenticato di metterci l'anima: a metà strada tra un viaggiatore ed un antropologo. Discreto.
19/10/2004
William - orso_w@libero.it
Ordinaria narrazione, enumerazione, elencazione di dettagli sul Messico, che di per sè è una nazione straordinariamente affascinante sotto tutti i punti di vista e basta da sola a far ''stare in piedi'' un libro. Mete descritte accuratamente e con eccessiva minuzia (Città del Messico e dintorni), mete invece sottovalutate e svilite riduttivamente al racconto di poche pagine (Yucatan e Riviera Maya). Complessivamente il libro appare di scorrevole lettura, ben scritto, ben confezionato, ma lacunoso. In ogni caso la narrazione risponde in maniera sinusoidale ai gusti dello scrittore; le pagine dedicate ai luoghi sono direttamente proporzionali all'apprezzamento che la persona ha avuto per gli stessi. Il libro costituisce comunque una valida panoramica per un pubblico ignaro che volesse accostarsi al Messico.
21/07/2004
Valentina Urli - valentina_urli@libero.it
Poliedrico, ricco e versatile, ecco il Messico dipinto da Cacucci in un caleidoscopio di immagini senza pretese artistiche. Niente abbellimenti, fronzoli o fregi: il Messico di questo libro è piuttosto un murale, se vogliamo dirla con Rivera, un susseguirsi di colori e personaggi, storie e leggende - senza avere peraltro la possibilità di distinguere le une dalle altre - che rendono Città del Messico una creazione surreale. Ma talmente incantevole che è quasi un peccato non farne parte, non essere un granello della sua polvere.

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