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Il capolavoro di Hawthorne è la storia di un tremendo castigo inflitto a una donna splendida e fiera dallo spietato codice morale dell'America puritana, in flagrante contraddizione con un'altra legge di cui non si stenta a riconoscere la superiorità: quella del cuore.
08/09/2006
E' uno dei capolavori della letteratura americana: la sua uscita anticipa di qalche mese quella di Moby Dick di Melville, il quale dedica all'amico scrittore la sua opera. Il tema centrale è il peccato di adulterio commesso da Hester con il reverendo Dimmesdale: se la donna è costretta a portare il segno della sua ignominia ben visibile sul petto, il pastore non ha il coraggio di mostrare pubblicamente le sue colpe, almeno all'inizio. Egli, come contrappasso, deve subire l'inquisizione di un medico-stregone (il marito tradito di Hester), che si è prefisso di portare il prete fino alla tomba, attraverso interminabili sofferenze morali. Tutto si gioca sulla controversia se sia meglio confessare la colpa o serbarla come un pesante fardello nel proprio animo e non raccontarla ad alcuno. Hester, nei sette anni di pubblica vergogna, riesce a ottenere la propria redenzione e viene alla fine vista con rispetto dai concittadini, i quali, all'inizio, non hanno avuto remore nel condannarla senza appello e nell'isolarla dalla comunità umana. Sua unica amica è il frutto del suo peccato, la figlia Pearl, che, però, spesso le dà più motivi di dubbio sulla bontà della natura della piccola che di felicità. E' un romanzo scritto in maniera classica, privo di ogni sperimentalismo lessicale e stilistico e anche per questo di facile lettura. E', quindi, un libro che non può mancare nella biblioteca di un buon lettore, anche perché tratteggia la società puritana americana del XVII secolo e la confronta con quella europea, offrendo numerosi spunti di riflessione.
