Il suo volto barbuto e sornione, la sua voce fonda e ruvida richiamano immagini di chitarre nomadi, sogni e rivolte giovanili. Ma Francesco Guccini non è solo il cantautore simbolo di più d'una generazione, creatore e interprete di capolavori altrettanto mitici, da "Auschwitz" alla "Locomotiva" a "Cyrano". È anche - e ormai sono anni che con i suoi romanzi ce lo dimostra - un eccellente scrittore e un audace innovatore linguistico. La vena umoristica e satirica, così viva nelle sue canzoni, ora emerge anche sulla pagina: con "La legge del bar e altre comiche" Guccini ci narra infatti storie, spesso autobiografiche, costruite con tutto il gusto della gag cinematografica. Testi prima dispersi, su fogli volanti o in pubblicazioni di amici, vengono raccolti in questo volume, accompagnati dai disegni di celebri vignettisti: Altan, Angese, Bonvi, Cavezzali, Giuliano, Andrea Pazienza, Perini.
Prefazione, di Guido De Maria;
La legge del bar e altre comiche:
Il farfa sgalbedrato;
Moonshiner's blues;
La legge del bar;
Sì, viaggiare;
La mattina si può anche dormire;
Non la canto più;
Baci di Giuda;
Il gioco del calcio;
Noi non ci Sanremo;
I cori (Operetta scientifico-morale);
Gerolamo Pomponazzi;
Carlo Pistolazzi e i Suoi Diavoli (Ovvero la preistoria della discoteca);
Frank "Goo" in concert by Leopardo Musicota;
Skuasabarda, il massimo bardo galeatico.
22/12/2005
Massy - Massy_i71@yahoo.it
Un libro che, se lo avesse scritto uno qualunque, non avrebbe avuto nessun riscontro particolare. E' simpatico leggere qualcosa di ''banale'' ed a tratti ''divertente'' scritto da un artista che sembra così serio, ma non ti lascia nessun sentimento dentro... è uno stralcio di vita di paese che potresti trovare ovunque. Non INDISPENSABILE nella biblioteca.
