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Una riflessione documentata e polemica sulla fase successiva all'11 settembre che risponde a un nuovo bisogno di politica. L'11 settembre 2001 è cominciata una guerra che non ha precedenti o paragoni nella storia dell’uomo. Terza guerra mondiale? Prima guerra del nuovo millennio? Definizioni inadeguate, fuorvianti. La guerra che comincia e che non è destinata a finire in questa generazione è lo stadio finale di quella "postmodernità" in cui abbiamo creduto di vivere. Questa guerra che si proclama, e non è, "guerra contro il terrorismo internazionale" è l'ultima fase della globalizzazione americana, l'ultima sua conseguenza, lo sbocco inesorabile, come inesorabile è questa globalizzazione. La nuova, inedita guerra planetaria non è una lotta per il controllo delle risorse; non è neppure un'operazione per l'estensione del controllo geopolitico. Queste erano caratteristiche delle guerre precedenti, condotte da potenze economiche e militari in lotta tra di loro. Adesso non ci sono più potenze, poiché ce n'è una sola. Siamo entrati nell’era dell'Impero degli Stati Uniti d'America. Questa è una guerra per il dominio mondiale. Dopo l'Afghanistan sarà la volta dell'Iraq, poi degli altri stati "canaglia", poi dei "nemici" che via via verranno individuati in ogni parte del mondo: stati, organizzazioni, dirigenti politici riottosi, singoli oppositori eccetera. C'è però un interrogativo aperto e angoscioso: questa guerra si può anche perdere. Nulla ci assicura che l'Occidente possa vincerla. Nulla autorizza a ritenere che i cinque sesti dell'umanità si lasceranno convincere ad accettare i modelli di vita occidentali. Nulla autorizza a ritenere che accetteranno supinamente la miseria in cui vivono.
03/07/2003
Gabriele - gabrielefrank@yahoo.it
Chiesa ci fornisce la descrizione di un quadro politico ed economico nel quale inserire le ultime guerre promosse dall'''impero''. Il suo é un giornalismo controcorrente e vissuto per davvero. In prima persona. Non si ferma alla fotografia dei fatti, ma li verifica,e li interpreta in funzione del contesto. ''Mai fidarsi delle fonti ufficiali! Solo così il nostro mestiere ha valore morale'' Alcune parti, solo accennate, meriterebbero un maggiore approfondimento. Giudizio: più che positivo
21/01/2003
Bonits - bonits@tiscali.it
Un libro che ti costringe a riflettere e ti spinge a documentarti e a non fermarti all'evidenza proposta dai media o dal ''ponte di Comando''.
21/08/2002
indy_jones - indy_jones@virgilio.it
Come ogni intervento di Giulietto Chiesa, si può anche non essere d'accordo, ma comunque fa riflettere.

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