Un ménage familiare dominato da un animale: Alain, giovane e ricco, padrone amoroso di una gatta si sposa con Camilla, bella e ricca, ma la loro vita in comune è segnata dalla assenza prima e poi dalla presenza dell'animale, sino alla desolazione finale. E che cosa rappresenti questa gatta, il calore dell'infanzia inconsolabilmente perduta, il sogno di un rapporto perfetto per un uomo gragile e incompiuto, oppure il simbolo, lievemente inquietante, dell'impossibilità di essere normali, la grazia elusiva di Colette lascia decidere al lettore. Perchè il punto non è questo. In realtà c'è una gatta, o un suo simile fantasma, quasi in ogni casa. Tanto banale, nascosta nefanda è questa realtà, che solo scrittori alla Colette possono adeguarvisi senza peso e senza saccenteria, lontani dalle tesi e dalle astrazioni, dotati della capacità naturale di scrittura, e dell'intelligenza immediata di aderire alle infinite sfaccettature psicologiche, seguendo senza affanno ogni quotidianità lungo i piani che la sprofondano nei suoi solitari abissi. Scrittori alla Colette, o alla Simeon - che a un gatto, e a una copia di sposi, dedicò un celebre racconto, simile a questo immensamente diverso, quanto il punto di vista maschile da quello femminile.
19/02/2005
Daniele Bertoni - ziamildred@katamail.com
Il sentimento, la presenza dell'amore, il duplice rapporto, l'attesa e la precisione di un confronto donna - uomo - animale. Un matrimonio, un legame indistruttibile la costante gatta-amante che non può essere assolutamente lasciata sola... compagna di giochi e poesia del personaggio maschile, amica d'infanzia e crudele giudice dell'adulto che si accinge a realizzarsi come uomo. La Gatta è un capolavoro metaforico sull'amore eterno. Un libro tra il rosa e il nero dipinto consapevolmente con sfumature di giallo. Da avere in un angolo prediletto della propria libreria personale.
