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Intenta ad attraversare la strada con tutta la circospezione dovuta all'età avanzata, una vecchietta tremolante impugna improvvisamente una P38, prende la mira e fa secco un giovane commissario di polizia...
E' proprio attorno ai vecchietti che gira questo nerissimo romanzo di Pennac: vecchietti uccisi a rasoiate, vecchietti a cui la sorellina di Benjamin, Thérèse, legge la mano reinventando loro ogni giorno un avvenire diverso, vecchietti vittime e vecchietti assassini.
Cosa sta succedendo nel mercato della droga parigino? Come mai gli anziani abitanti del quartiere Belleville sono diventati accaniti consumatori di stupefacenti? E perché se non li fa fuori la droga, vengono uccisi uno dopo l'altro con i sistemi più brutali?
A tutte queste domande risponderà ovviamente Benjamin, ritenuto come al solito, in un primo momento, il principale indiziato.
30/08/2011
Quando Pennac racconta della famiglia Malaussène è idilliaco (almeno nei primi due libri della saga che ho letto fin'ora)
03/02/2009
Mi è piaciuto moltissimo, mentre lo leggevo pensavo spesso "ma come ha fatto a venirgli in mente?". Pennac ha davvero una bella fantasia! Diciamo che è un romanzo un po' particolare, che ha dell'umoristico, del giallo e del surreale. Ed è anche pieno di colpi di scena ( il che non guasta visto che ormai siamo circondati da libri con trame scontatissime di cui si intuisce il finale dalle prime trenta pagine). All'inizio non era entusiasta di leggerlo perchè avevo provato con "Il paradiso degli orchi" che mi è sembrato noioso e troppo confusionario, invece ne vale assolutamente la pena!
01/05/2007
Non mi è piaciuto per niente..una scrittura noiosa..dispersiva...pesante da leggere.Arrivi alla fine con un solo pensiero in testa''chi me l'ha fatto fare?!''e poi pensi''ah già il mio prof mi odia!''
12/07/2005
francamente non capisco come faccia ad avere tutto questo successo..le idee sono anche carine ed originali ma la scrittura è insopportabile..
15/09/2003
Potrebbe essere un giallo ma e' qualche cosa in piu'...Ci sono diversi ingredienti umorismo, invenzioni originali, uno scritto simile a quelli di Baricco. Leggero ma che lascia il segno, o perlomeno ti imprime nella memoria personaggi e storie talmente strampalati che devi ricordare.
25/03/2003
Il bello di questo libro è l'assurdità,ma allo stesso tempo l'autenticità dei personaggi che partecipano alla storia,dove non c'è un solo protagonista,a cui ruota intorno la storia anche se in alcuni tratti del libro sembrerebbe di sì,bensì una coralita dei vari personaggi che fino a metà del libro sembrano estranei ma piano piano come in un puzzle che si compone ti iniziano a far capire le sfumature della storia,fino a come quando sapendo che ti mancano pochi pezzi sei lì in trepida attesa di scoprire l'immagine,non senza colpi di scena finali come in un giallo,anche se non considero questo libro un vero e propio giallo,bensì l'assurdità della normalità.Ah dimenticavo se alla fine del libro vi verrà spesso in testa queste due parole''Julie Correncon''non fateci caso è un sano effetto collaterale del libro.
16/03/2003
Quando leggo Pennac vengo pervasa di tranquillità e di una strana serenità che il mondo caotico e pazzo di malaussene mi trasmette. Ma è una pazzia buona, vicina all'euforia dell'amore per la vita e lontanissima dalla vera pazzia: l'apatia dei nostri giorni! Non è un libro dai contenuti memorabili ma le parole scivolano leggere sulla carta e ti trascinano con loro... per questo mi piace.
