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Saga. Documentario. Thriller. Romanzo di memoria. Per "La Famiglia Winshaw", ormai tradotto in tutta Europa, si chiamano volentieri in causa tutte le definizioni care al giornalismo letterario. Ma la parola chiave è solo e soltanto 'romanzo', senza ulteriori specificazioni. Un grande romanzo, in cui l'io narrante - lo spaesato scrittore che risponde al nome di Michael Owen - si muove tra la propria storia di illusioni e traumi adolescenziali, di ambizioni azzoppate e di amori frustrati, e quella di una famiglia di rapaci dominatori, gli Winshaw. Saldamente insediati ai posti di comando della finanza, dell'economia, della comunicazione, della sanità e delle culture nazionali, i componenti della famiglia Winshaw incarnano il delirio di potere che segnato gli anni di Margaret Thatcher e ha portato l'Inghilterra allo sfascio. Dosando humour e senso del dramma, Coe intreccia sussulti della memoria e scene madri di raro vigore realistico, incrocia destini secondo la lezione di Italo Calvino, affolla la pagina di personaggi e tutti li guida, disseminando innumerevoli tracce, verso la resa dei conti, verso un'eclatante 'soluzione finale'. Generosissima di invenzioni, trucchi e incastri, "La famiglia Winshaw" è un'opera di grande intrattenimento ma anche un romanzo 'di denuncia', una impietosa rappresentazione della macchina della soppraffazione e dell'avidità.
02/07/2011
Sono rimasta molto perplessa da questo libro e mi sono dovuta imporre la lettura fino alla fine. Non mi dispiacciono i libri de-strutturati, in cui si passa da un argomento all'altro, temporalmente sfasati, ma in questo romanzo, questa tecnica mi è apparsa forzata. Il finale è incredibile e banale.
13/10/2008
anche io con questo libro ho scoperto questo autore: un regalo da un'amica... All'inizio ero scettica, dopo quanche pagina mi sono accorta di quanto il testo fosse divertente, la scrittura affascinante e nello stesso tempo mai banale. Da leggere.
28/12/2007
Con questo libro ho scoperto Coe e da li è diventato uno dei miei autori preferiti. L'ho letto un po' di anni fa e devo dire che è sempre attuale. E' un romanzo avvincente che ti tiene incollato fino all'ultima riga senza capire quale direzione prenderà, se sarà una lezione di politica sociale o... un giallo perfetto. Lo consiglio a tutti.
27/05/2005
Questo libro mi ha dato l'idea di un arabesco dove linee diverse s'incontrano, s'intrecciano e si sovrappongono secondo uno schema apparentemente casuale, ma che alla fine risultano formare un'unità coerente. Buona quindi la struttura e più che mai attuali alcuni risvolti della storia. Anche se a tratti mi ha un po' annoiata...
22/11/2004
Il libro è bellissimo, coinvolgente, appassionante. I personaggi sono tanto interessanti quanto purtroppo veri. Peccato per l'ultimo capitolo che è davvero assurdo e deludente .
10/09/2004
Arturo Orlando - artorius89@hotmail.com
L'autore si districa elegantemente tra i vari aspetti della vita umana, intessendo un intreccio di eventi che seppur possano sembrare (specialmente all'inizio) distaccatti vanno a ricongiungersi nel finale da brivido: bello proprio perché possibile!
25/02/2004
Valeria - valeria.fiorini@libero.it
un romanzo realistico, che mostra la vita, le persone per quello che sono: con i loro difetti, le loro paranoie e l'intricato mondo dei loro sentimenti...buoni e cattivi.Mi piace il finale... inaspettato...Un bel libro!
24/04/2003
leo - lealpini@tin.it
veramente bravo Jonathan Coe, dato che riesce a farti appassionare alle quasi 500 pagine di un romanzo dalla trama pressochè inesistente, popolato da personaggi vuoti e squallidi ma ugualmente capaci di dare almeno un po' di colore alla vita totalmente piatta ed inutile del protagonista. un alternarsi di vicende patetiche e angoscianti, raccontate però con stile gradevole e familiare, danno vita ad una storia sicuramente pesante, ma anche tanto, tanto piacevole!!!
16/09/2002
Cassiopea - cassiopeaxx@hotmail.com
Intrigante la storia, suggestiva l'ambientazione, perfetta la narrazione, ma l'aspetto davvero sconvolgente di questo romanzo sono i membri della famiglia Winshaw.... un manipolo di farabutti della peggior specie, cinici e crudeli al limite della parodia. Sono loro a rendere la storia davvero particolare, a sorprendere per la loro bassezza morale. Non ci sono giusizi morali, Coe veste i panni del biografo di famiglia che si limita a riportare gli avvenimenti che si commentano da soli. Ho sentito molte critiche sul finale, scontato e molto cinematografico, quasi squallido, ma io ritengo che quella sia l'impressione che l'autore ha voluto farci avere per sottolineare ulteriormente lo squallore dei cari Winshaw.
29/08/2002
silvia ciuchi - silvia.ciuchi@libero.it
La chiusura è davvero forzata, da filmetto di serie B, anche se va a concludere la trama rimasta in sospeso dall'inizio del libro, di quel film visto da ragazzo (appunto di serie B)... Comunque c'è un aspetto molto interessante, anzi proprio spaventoso, nel ricostruire, anche se si tratta pur sempre di fiction, la storia dei rapporti ambigui fra l'Inghilterra e l'Iraq di Saddam Hussein, nonché le motivazioni interessatissime e neanche troppo velate della ''guerra'' del 1991. Visti i tempi, il libro torna davvero attuale...
21/08/2002
ti tiene attaccato alle pagine, le divori, leggi e non ci credi, sembra proprio la realtà. Bello bello, ma quella chiusura è troppo ''sognante''
24/01/2002
Uno dei libri più intriganti degli ultimi tempi. Una bella riunione di ''bastardi dentro'', tutti appartenenti alla stessa famiglia... Sorprese e intrigo.

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