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Uscito nel 1972, "La donna della domenica" è il primo e il più popolare dei libri di Fruttero & Lucentini, e, a quasi trent'anni dalla prima edizione, resta tuttora l'insuperato capostipite del 'giallo italiano'. Divertente e godibilissimo, il racconto si snoda tra i vizi, l'ipocrisia, le comiche velleità e gli esilaranti chiacchiericci che animano la vita della borghesia piemontese, tra architetti misteriosamente assassinati, dame dell'alta società tanto affascinanti quanto snob, poliziotti e industriali. Sullo sfondo - ma è in realtà la vera protagonista - vi è una Torino in apparenza ordinata e precisa fino alla noia, che nasconde un cuore folle e malefico. Un romanzo paradossale e raffinato, complesso ma leggero, che mantiene ancora intatte le sue doti di freschezza, eleganza e fulminante ironia.
08/01/2012
il libro mi ha parzialmente deluso..o meglio: mi aspettavo molta più suspence visto che è stato considerato il padre dei gialli italiani,però tutto sommato bello. Bisogna abituarsi al modo di scrivere dei due autori dove ogni pagine è intresa di descrizioni e momenti,gesti e pensieri,nulla è lasciato al caso,il tutto fatto in maniera liscia(anche se in alcuni punti esagerano)se letto di continuo sembra di vedere un film degli anni 70 con le belle musichette e i personaggi strani,altolocati,svampati di una città perbene. Sta il fatto che il finale in se è in parte inaspettato,sia perchè l'assasino è ben celato e sia per le motivazioni che per quanto assurde sono quelle più reali,però resta il fatto che c'è poca suspence.....sembra tutto molto calmo. E' da notare invece le simpatiche battute tra i vari personaggi e gli atteggiamenti snob
17/11/2006
mari - marymic@virgilio.it
Sinceramente la prima parte è stata un pò pesante ma pagina dopo pagina la storia ha cominciato a rendersi interessante fino al colpo di scena finale degno di un libro giallo. Bella la descrizione psicologica dei personaggi e di Torino, città che nasconde dietro una facciata di perbenismo la misera realtà e miseria che si cela in ogni centro urbano ed in ogni uomo. Mi è piaciuto...
08/05/2006
E' il classico giallo, ambientato a Torino, nel quale sono coinvolti personaggi altolocati. La trama è incentrata su due omicidi, causati da speculazioni edilizie, le quali hanno per protagonisti architetti, geometri, uomini e donne dell'ambiente. A fare da contorno sono le relazioni omosessuali di alcuni degli indagati, particolarmente mal viste all'epoca in cui è stato scritto il libro. Il commissario che indaga sui delitti è, paradossalmente, un siciliano, che deve svelare i misteri che avvolgono la "Torino-bene", anche cercando di interpretare detti in dialetto piemontese. Ne nasce un romanzo armonico, nel quale il colpevole è difficile da individuare e viene svelato solo alla fine. Nel romanzo è presente anche una sottile storia d'amore tra il commissario e una indagata, il che rende le vicende più briose. La spiegazione finale degli omicidi, che il commissario e il suo capo danno di fronte alla colpevole, è esemplificatrice e chiarisce tutti i lati oscuri delle vicende. Il linguaggio è semplice e costituito da frequenti dialoghi tra i personaggi, il che migliora la leggibilità del libro. Ogni tanto, come detto in precedenza, l'autore fa ricorso a proverbi del luogo, la cui corretta interpretazione risulta, alla fine, fondamentale per la soluzione delle indagini.
28/02/2005
Bruno DOSIO - bruno.dosio@libero.it
Bellissimo il libro (e anche il film);mi chiamo Bruno DOSIO e sono di Torino. Mi sono sempre chiesto (e lo chiedo al Sig. Carlo)perchè alla Bisset è stato dato il cognome Dosio,non molto usuale a Torino (esempio:Pautasso,,ecc...).Se il Sig. Carlo mi vuole cortesemente rispondere,ne sarei felice.Buon lavoro - Bruno da Torino.
16/12/2003
guarda caso lo sto leggendo in questi giorni... e mi piace molto, ma nessuno si chiede come facevano i due illustri a scrivere insieme? la domanda mi tormenta, attendo con ansia risposta!
13/11/2003
Romanzo magnifico, raffinato, leggero. La trama è un classico giallo, con un paio di omicidi, il commissario che indaga, il tipico finale a sorpresa. Al di là della storia, viene descritta in modo splendido la Torino degli anni 70, con i suoi ambienti, le vie, la collina, la borghesia, i vizi e le virtù di una città in via di trasformazione anche per la crescente immigrazione dal meridione. Forse chi apprezza i romanzi gialli trova noiosa tutta questa parte, che allunga sicuramente la narrazione, ma che fotografa e caratterizza la città (ed è il lato migliore del libro). A tratti divertente (l’episodio degli insulti di Lello all’auto in doppia fila “sicuramente appartenente a un terrone” è esilarante), ottima caratterizzazione dei personaggi e delle situazioni. La narrazione è molto cinematografica, essendo in gran parte costituita da dialoghi. Pare quasi una sceneggiatura. A distanza di 30 anni mantiene un’attualità sorprendente. La storia potrebbe essere ambientata nel 2003, se i personaggi facessero uso continuo del telefonino, e girassero con la Punto invece che con la 500. Satira sociale molto pungente sulla borghesia snob torinese. Sesso (più nelle intenzioni che nei fatti), corruzione, vizi, tradimenti, pettegolezzi, omicidi e intrallazzi sulla sponda del Po. Il vero protagonista è la città. La storia (peraltro godibilissima) è soltanto un pretesto. ANDREA
05/09/2002
La differenza tra il romanzo di Fruttero e Lucentini (R.I.P.) ed un poliziesco best-seller è la stessa che passa tra la borghesia italiana e quella americana. Tanto piccola e confinabile questa quanto grande e tentacolare quella. Non è tanto il plot (peraltro godibile), ma la caratterizzazione dei personaggi che lascia dubbiosi; il commissario ''terrone'' che lavora a Torino, gli arricchiti ed i decaduti, la femme fatale, sono maschere distribuite su una storia che ha due punti chiave importanti; sesso e denaro. Il finale poteva essere migliore. Consiglierei di leggerlo, se non altro perchè non ha nulla da invidiare a Vasquez-Montalban.
29/07/2002
Carmine - dubai@monrif.net
La prima metà di questo ibro è molto noiosa, molto lenta, poi da circa la metà in poi diventa interessante e leggibile.
28/03/2002
é un peccato perdere la lettura di questo libro.Uno spaccato di storia e intrighi all'italiana in perfetto stile anni 70. Trama e personaggi descritti con maestria. Veramente da leggere

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