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La trama di questo sorprendente romanzo, molto diverso dai romanzi del ciclo andino che diedero a Scorza una fama internazionale, è riassunta dal narratore che nelle prime pagine, ambientate in un ristorante parigino, la illustra ad altri personaggi: "Il romanzo è un contrappunto fra un guerrigliero e un ex guerrigliero. Sotto un altro punto di vista, un conflitto fra due uomini che devono scegliere fra l'Amore e la Rivoluzione. Al termine della loro vita entrambi credono che l'altro abbia scelto il meglio". L'impegno politico e la passione per una donna non si trovano l'uno di fronte all'altra, bensì si inseguono intrecciandosi, condizionandosi da una storia all'altra, dal mondo parigino a quello amazzonico, dal mondo immaginario a quello reale, e facendo sì che il lettore sia coinvolto dal dubbio che infine attanaglia i due personaggi: una rivoluzione può tradire, o essere tradita, come una donna. Rimasta l'ulima opera di Scorza dopo la sua improvvisa scomparsa nel 1993, "La danza immobile" è anche il testamento, letterario e politico, di uno degli scrittori latinoamericani più letti in tutto il mondo.
08/09/2004
Che bello sarebbe scrivere così, con passione e intensità. In modo lucido e netto. Ho letto e riletto di quando la bellezza appare alla ''Cupole'' e tengo bene in mente l'amore e la battaglia fra i due corpi. Bravissimo anche al traduttore, ma Scorza è grande: veramente. Andrea.
07/04/2003
a distanza di mesi ci penso ancora.. ai personaggi alle frasi ai luoghi. E' incredibile la forza evocativa di questo romanzo.
