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David è un ragazzino difficile: abbandonato dalla madre da piccolo, parla con difficoltà, è violento e apparentemente ritardato. Le famiglie alle quali è stato affidato insieme alla sorella hanno finito per rispedirlo agli assistenti sociali. Il suo modo di fare ordine in una vita spezzata è quello di trovare "la cosa veramente peggiore": andare dal dentista, essere picchiato dai compagni, non avere nessuno che si preoccupa per lui. Fino a quando, insperabilmente, i brandelli della sua esistenza cominciano a trovare un significato: la 'nuova famiglia' è una donna sola che potrebbe essere sua nonna, ma che lo tratta con rispetto e affetto, e i suoi nuovi amici sono una bambina più piccola e geniale - e per questo emarginata proprio come lui - e un piccolo gufo orfano. Torey Hayden, una delle autrici più attente al mondo dell'infanzia e ai suoi problemi, ha scritto un libro sui bambini rivolto anche ai bambini: "La cosa veramente peggiore" è un romanzo breve, lieve e profondo, delicato e crudele al tempo stesso, come tutte le storie sull'infanzia violata e salvata dalla forza dell'amore.
15/12/2005
questo è il terzo libro della hayden che leggo, e sinceramente non mi è piaciuto più di tanto. sì, carina la storia, ma qui non si trovano quella scintilla e quella carica che negli altri libri danno un tocco di ''commovenza'' alla storia. sarà anche perché non c'è quel radicale mutamento portato dalla hayden con il suo insegnamento? non so, fatto sta che questo non è certamente il suo libro migliore.
10/12/2005
David è veramente un bambino così eccezionale? Con tutti i suoi problemi, con tutte le difficoltà che deve superare, con un passato così duro, ebbene, nonostante ciò riesce a comportarsi con una maturità incredibile. Ma forse siamo noi che facciamo fatica a crederlo, forse tutti i bambini sono eccezionali, forse se si rovinano è solo colpa nostra. Penso che, con la sua esperienza, la Hayden non possa aver creato un personaggio inverosimile.
23/08/2004
decisamente la Hayden si rivela una scrittrice migliore quando si cimenta con le storie vere. Questo romanzo mi è sembrato molto inferiore alle storie vissute da lei in prima persona e raccontate in ''una bambina'' e soprattutto in ''la figlia della tigre'' che scavano molto più nei sentimenti e nell'anima dei personaggi. Se volete leggere un bel libro della Hayden partite da quelli. Non che questa storiella sia da buttare, ma è decisamente molto più leggera e superficiale.
11/07/2003
Scritto in un linguaggio molto fluido, che va dritto al cuore. Fa veramente pensare quali siano le cose che noi reputiamo importanti.
