E' una notte d'estate come tante altre, a Parigi. La piccola Sarah è a casa con la sua famiglia, quando viene svegliata dall'irruzione della polizia francese e prelevata insieme ai genitori. Ha solo dieci anni, non capisce cosa sta succedendo, ma è atterrita e, prima di essere portata via, nasconde il fratello più piccolo in un armadio a muro che chiude a chiave. È il 16 luglio del 1942. Sarah, insieme a migliaia di altri ebrei, viene rinchiusa nel Vélodrome d'Hiver, in attesa di essere deportata nei campi di concentramento in Germania. Ma il suo unico pensiero è tornare a liberare il fratellino. Sessant'anni dopo, Julia, una giornalista americana che vive a Parigi, deve fare un'inchiesta su quei drammatici fatti che sono costati la vita a tredicimila persone, tra adulti e bambini. Mette mano agli archivi, interroga i testimoni, va alla ricerca dei sopravvissuti, e le indagini la portano molto più lontano del previsto. Il destino di Julia si incrocia fatalmente con quello della piccola Sarah, la cui vita è legata alla sua più di quanto lei possa immaginare. Che fine ha fatto quella bambina? Cosa è davvero successo in quei giorni? Quello che Julia scopre cambierà per sempre la sua esistenza. "La chiave di Sarah" è un romanzo di forte impatto emotivo che appassiona e commuove. Il passato e il presente si fondono in un racconto a due voci che ci svela cosa accadde realmente in quella tragica estate a Parigi, facendo luce su una vergognosa pagina della Storia.
07/06/2008
irene - irenelotto@libero.it
LA CHIAVE DI SARAH, UN LIBRO BELLISSIMO, COME NON NE LEGGEVO DA TEMPO. LO CONSIGLIEREI AGLI INSEGNANTI COME LETTURA DA AFFIANCARE AI LIBRI DI STORIA MODERNA PERCHE' E' UN LIBRO COMMOVENTE E DELICATO, CHE COLPIREBBE IL CUORE DEI GIOVANI D'OGGI PERCHE' NON DIMENTICHINO MAI COSA E' SUCCESSO.
27/01/2008
Cristina - krissy81@inwind.it
Meraviglioso! La chiave di Sarah è un romanto forte e toccante che racconta drammatiche vicende in maniera delicata. E' anche una denuncia di chi al giorno d'oggi non vuole sapere o finge di ignorare. Leggendo questo libro ho pianto, urlato e pensato. 16 luglio 1942 una data che non dimenticherò mai!
08/07/2007
Elisabetta Bolondi - bolondi@tiscali.it
Questo romanzo della scrittrice franco americana Tatiana de Rosnay, ci immette violentemente nella storia della deportazione degli ebrei parigini del luglio '42, ma soprattutto ci mostra con uno sguardo nuovo e diverso le attuali reazioni di chi vuole rimuovere, ignorare, non sapere eventi drammatici di cui molti cittadini europei si sono resi attivi complici dei nazisti. I francesi, come i polacchi, gli ungheresi e molti italiani, hanno sulla loro coscienza una forte componente di antisemitismo, spesso la complicità, talvolta l'indifferenza, oppure il silenzio che copre e fa dimenticare tutto. Questo libro attraverso la protagonista, la giornalista americana Julia Jarmond sposata ad un ricco e snob imprenditore francese discendente da una ricca famiglia,si trova a scoperchiare una pentola che era rimasta chiusa per sessanta anni. La sua vita e quella delle persone a lei care ne saranno sconvolte.Il libro può essere un valido strumento per indurre i più giovani a non dimentiocare la più grande tragedia del 900 attraverso una lettura emozionante e fortemente coinvolgente.
24/03/2007
Maristella - violetta54@libero.it
Parigi, 16 Luglio 1942.Viene scritta nella storia un'altra pagina di agghiacciante scelleratezza umana.Con un'operazione, chiamata beffardamente 'Brezza di Primavera', la polizia francese collaborazionista, opera la più grande retata di ebrei francesi della Seconda Guerra Mondiale. Una pagina spesso dimenticata dai libri di storia o volutamente tralasciata per non suscitare, soprattutto nel popolo francese, sentimenti di profondo turbamento nell'animo di chi la visse in prima persona, con il suo carico di ignavia, indifferenza, incredulità o addirittura partecipazione all'orrore. In quella terrificante notte, circa 13000 ebrei, per lo più donne e bambini( si parla di 4000 bambini), furono prelevati in massa dalle loro case e trasferiti con automezzi pubblici, messi a disposizione della polizia locale, al Velodrome d'Hiver,il velodromo parigino, in attesa della deportazione verso la Polonia, dopo una sosta nei campi di concentramento della periferia francese. Qui, al Vel D'Hiv, migliaia di famiglie restarono per due giorni, assiepate sotto il sole cocente di luglio, senza cibo né acqua, sottoposte ad ogni tipo di infamia da parte della polizia,dando così inizio ad un martirio inimmaginabile.Furono soprattutto i bambini a pagare il prezzo più alto, per il trattamento di ferocia a loro riservato attraverso immani lacerazioni fisiche e psicologiche. Furono crudelmente separati dai genitori, privati della loro infanzia e della vita stessa, sperimentandone l'aspetto della più crudele follia a spegnerne per sempre il sorriso. Pochi i sopravvissuti. Pochi scamparono a quel delirio di efferatezza. Tatiana De Rosnay,con questo romanzo altamente emotivo e toccante,ci induce ad attraversare l'atroce verità di questi fatti, attraverso gli occhi di Sarah,la piccola ebrea vittima innocente della malvagità umana e di Julia Jarmond, indomita giornalista americana che rovistando nella passata memoria, porta alla luce un segreto sconvolgente che diventa parte integrante e trasfigurante del suo vivere.Il passato e il presente, che fino a metà romanzo si susseguono a capitoli alterni fino a convergere in un'unica storia, ci portano, con indomabile forza trainante, ad una fondamentale presa di coscienza che ci chiede, attraverso la coltre del dolore inflitto e subito, di non dimenticare mai, perché l'oblio di ciò che accadde, non possa essere la nostra più immorale vergogna.

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