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Luke Chandler, un bambino di sette anni, ci racconta l'epopea di un'America contadina fatta di sofferenze e di incanti: le piantagioni, i braccianti, i tramonti dell'Arkansas nel 1952. Ma quella che da lontano appare come un'idillica scena agreste si rivela essere, da vicino, un luogo di mille tensioni: la violenza dei lavoratori, la dura lotta per la sopravvivenza, la cupa paura di perdere il raccolto, e un bimbo che affannosamente si aggrappa alla propria innocenza. Sarà tuttavia costretto a crescere in fretta, travolto dai misteriosi avvenimenti che cambieranno per sempre il destino della sua famiglia. E' un universo insolito per i lettori di Grisham, così lontano dal mondo degli avvocati dalle parcelle esorbitanti e dalle limousine a noleggio dei libri precedenti. Eppure anche questo è un romanzo incalzante, che non lascia tregua. Fino a quando - come nel verdetto di una giuria - qualcuno si placherà e spegnerà gli odi secolari. Iniziando, con gesto antico, a dipingere la facciata di casa sua.
20/01/2011
E dire che non volevo leggerlo! Bello, appassionante, commovente; mi pento di averlo snobbato fino ad ora! Da leggere!
27/05/2007
Ho letto tutti i libri di Grisham, questo e' il migliore. Spiazzante e sorprendente.
16/12/2006
PISU ARIANNA - pisu.arianna@tiscali.it
A volte capita che un libro ti ''prenda'' talmente che, se come capita a me, si ha il tempo di leggere solo a letto, non si veda l'ora di andare a dormire per vedere cosa stà facendo, cosa stà pensando e come se la caverà il personaggio. In questo caso la sensazione è ancora più forte perchè il personaggio è un bambino e si ha la sensazione di lasciarlo solo ogni volta che si chiude il libro. P.S. L'ho letto 2 volte!!!!
28/11/2005
Felice Fortunato - felfortunato@libero.it
Molto viene raccontato in questo bel romanzo di grisham. Si capisce che c'e' molto di autobiografico per la capacita' di narrare le emozioni, le paure e tutti i meccanismi mentali che stanno dietro a un bimbo di sette anni. Un ritorno al passato voluto, senza fronzoli e con tante confessioni quello che ci regala questo Grisham. L'ho letto dopo aver terminato ''l'allenatore'', e devo dire che questa e' tutta un'altra storia.
05/01/2004
Drago - federicodragoni@hotmail.com
Bello, ma non mi aspettavo questo da Grisham. Alcuni suoi legal thriller non mi avevano appassionato, altri come ''Il socio'' lo hanno fatto tantissimo: comunque sia, legal o non legal, questo libro non è affatto male!
03/10/2003
Mi dissocio da tutti i commenti positivi.Non so perché G. sia uscito dal seminato,ma che non lo faccia mai piu'.Non ho letto La convocazione,ma Il re dei torti sì: si sta riprendendo,ma la convalescenza è ancora lunga...
14/12/2002
GHEMELO - niclo4@hotmail.com
UN LIBRO FANTASTICO! HO LETTO ALTRI LIBRI DI GRISHAM, MA QUESTO PER ME è IL + BELLO TRAMA NN AVVINCENTISSIMA MA ATMOSFERE INDIMETICABILI E DAVVERO COINVOLGENTI!
14/11/2002
Domina in tutto il racconto,lo spirito infantile con cui si vivono le emozioni e le sensazioni.Queste infondono calore attraverso gli affetti dei familiari e colore attraverso le abitudini e ruoli che si svolgono nella casa e in cui ognuno sembra identificarsi esprimendo in pieno la propria personalità.Il titolo contribuisce a dare al racconto,attraverso l'elemento contenitore:la casa, il contenuto che esprime attraverso il sapore della quotidianità,i valori della vita.Circostanze e avvenimenti influiscono sulla tormentata e progressiva crescita di Lucke che vede nello zio lontano un compagno di giochi,ma soprattutto un modello da imitare.Sembra che al ragazzo sia saltata la fase ludica che spera di recuperare con il fratellino.La casa,simbolo dell'intimità,diventa un segno premonitore del cambiamento e per Lucke,in modo particolare,del distacco dal mondo dell'infanzia.Il suo domani intrapreso con i genitori destinati a vivere altrove,inizia quando Lucke,appena iniziato il viaggio,si volta indietro e vede la casa dipinta sempre più lontana fino a dileguarsi nel nulla.
10/11/2002
ave venditti - aven49@virgiolio.it
il titolo della recensione mi è stato suggerito dalla natura degli eventi che si susseguono nel racconto.La vita di un bambino,che si svolge in gran parte in un mondo che appartiene agli adulti,veste gli eventi,anche quelli più tristi, di una atmosfera magica,la cui innocenza colora di speranze e aspettative un futuro,che pur atteso,sembra non volere cancellarne i ricordi.Il distacco da Pappi e dalla nonna vuole significare la perdita graduale dell'infanzia e la nascita annunciata del fratellino,futuro compagno di giochi,anche se attesa e desiderata,contiene un messaggio in cui gli impegni e di responsabilità che si prospettano, non appartengono più ad un bambino.Riuscirà Luke a rivedere Ricky?La speranza di un domani migliore non ha potuto portare con sè tutti gli affetti ,gli stati d'animo,le paure che si alimentavano in quella casa di cui Lucke porterà sempre con sè il ricordo della facciata dipinta
30/10/2002
Alessandra - alex2@inwind.it
Non ho letto gli altri romanzi di Grisham, perciò non ho termini di paragone. So che sono completamente diversi per ambientazione, atmosfera, argomento; certamente ''La casa dipinta'' è un romanzo incantevole. La trama, a mio parere, non è particolarmente avvincente, ma è l'atmosfera ad essere affascinante, incantata

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