Barbara Frale
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Un nuovo capitolo della storia complessa e affascinante della più famosa tra le reliquie. Dopo aver illustrato in un libro precedente l'ipotesi che la sindone sia stata portata in Europa e conservata segretamente dal potente ordine dei Templari, Barbara Frale esamina alcune tracce di scrittura in greco, latino ed aramaico solo da poco identificate sul lino della sindone. Confrontate con molte fonti greco-romane, giudaiche e del primo cristianesimo, queste scritte riconducono nella Gerusalemme del tempo di Tiberio (14-37 d.C.) e inquadrano la sepoltura di un personaggio chiamato Yeshua Nazarani.
Formato:
Rilegato
Pagine: 375
Lingua: Italiano
Editore: Il Mulino
Anno di pubblicazione 2009
Codice EAN: 9788815133748
Generi:
Religione e spiritualità,
Cristianesimo
Religione e spiritualità,
Storia della religione
Religione e spiritualità,
Questioni generali
2010-01-27
Il libro di Barbara Frale è molto interessante. Io concordo con lei sull'autenticità della Sindone e sull'antichità delle tracce lasciate da scritte, poi scomparse. Tuttavia non concordo sull'ipotesi del momento in cui furono apportate tali parole, poichè la scrittrice ipotizza dei cartigli su papiro applicati sulla testa del cadavere all'esterno, incollati con colla di farina. Ma tale ipotesi non regge perchè innanzitutto la salma venne collocata all'interno del lenzuolo e non più sollevata. se avessero minimamente toccato il lenzuolo, premendo intorno al volto dei cartigli avrebbero causato strisciamenti dei grumi di sangue che non si notano. Inoltre il colore delle lettere avrebbe dovuto trapassare il retro incollato dei cartigli di papiro, macchiare l'esterno del lenzuolo, sul quale non esistono tracce di lettere e infine trapassare lo stesso lenzuolo all'interno, 3 passaggi di troppo. I papiri non sono carta velina. Piuttosto tali scritte vennero applicate solo dopo che la sindone, portata via da Claudia Procula la stessa notte della resurrezione, venne controllata da personale di lingua semitica, dipendente di Ponzio Pilato. La sindone venne conservata inizialmente da Claudia Procula, che la diede in eredità a San Luca a Cesarea Marittima, sede del governo romano. Mai e poi mai gli apostoli avrebbero prelevato un lenzuolo mortuario da un sepolcro. Tale operazione venne fatta solamente da persone pagane, ammirate da Gesù. Nicola nicolaantonio.deliso@eniculturali.it
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