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Il libro è ambientato a Massaua, in Eritrea, nel gennaio del 1896. Sbarcano le truppe italiane, sono soldati che tra sessanta giorni moriranno ad Adua, nella più colossale disfatta che il colonialismo europeo abbia mai subito. L'Italia cerca un posto al sole, tra le potenze. I soldati italiani troveranno nemici superiori per armamenti, numero, conoscenza del terreno. Tra gli italiani che sbarcano ce n'è uno che ha un motivo diverso dagli altri per fare il soldato in Eritrea. Poi c'è una fanciulla che sembra fragile, e anche lei, come il soldato, ha un motivo tutto particolare per stare lì.
15/05/2010
Ho appena finito di leggere il libro e devo dire che sono rimasta stupita: non credevo mi appassionasse così tanto, forse perchè non ho mai letto un libro di questo genere, avendo solo 18 anni mi sono sempre limitata a leggere libri di altro genere. Questo libro, a mio parere, è veramente bello, il modo in cui è scritto, come ti coinvolge, ti fa vivere le emozioni che vivono i personaggi stessi. Poi la parte finale è veramente fantastica, intendo dire quando si svolge la guerra ad Adua dove muoiono quasi tutti i soldati. Questo libro non si è limitato alla solita storiella del Carabiniere che va a cercare il suo Assassino, ma è molto ma molto di più... Scusate per i periodi poco coesi.
15/08/2008
Una noia mortale... L'ho abbandonato a pag.140 quando ho perso anche l'ultima speranza che il libro cominciasse a muoversi... capisco che Lucarelli ha voluto rendere l'atmosfera rovente e apparentemente immobile di Massaua, ma il libro davvero non si schioda dalle troppe storie personali dei vari personaggi e da descrizioni eccessivamente puntigliose, il tutto accompagnato da un uso (voluto) dei tempi verbali che penso sia davvero disastroso... Se poi nelle pagine successive il libro decolli, io personalmente non lo saprò mai...
05/06/2008
Il libro scorre via bene ma non c'è niente che ti faccia venir voglia di rileggerlo o che ti faccia dire: ''e' una bella storia'': non c'e' un'idea portante, non c'è un'invenzione... L'autore ha creato lo sfondo, ci ha buttato dentro una manciata di personaggi e gli ha fatto vivere un piccolo numero di vicende (abbastanza banali a dire il vero) che si intrecciano tra loro nella colonia. Tutta roba gia' vista: c'e' il soldato buono che fraternizza con il nemico, l'eroe che cerca la gloria militare, una storia di tradimento con omicidio annesso, un carabiniere che cerca un assassino etc... Ma nessuna di queste sottostorie e' abbastanza interessante o sufficientemente curata da meritare attenzione da parte di chi legge. I personaggi non sono granche' approfonditi e ci si limita a caratterizzazioni abbastanza superficiali per es: il caporale Cicogna e' genovese, quindi in ogni frase dice ''Belin''... beh, mi sembra un po' poco... Insomma, il libro si lascia leggere, la storia e' buona per farci uno sceneggiatino RAI con il personaggio di Serra che sembra tagliato apposta per Beppe Fiorello, ma nulla piu'.
03/06/2008
Enrico Schiavi - tecnico4@globalfoundrysystem.it
Un Lucarelli che non ti aspetti, con il suo solito modo di scrivere che è anche quello di narrare i fatti come nella sua trasmissione Blu Notte. Non è un capolavoro, mi sono piaciuti molto di più 'Lupo Mannaro', 'Almost Blue' e 'Un Giorno Dopo l'Altro', però non è male considerata la diversa ambientazione della trama. Si è cimentato con un nuovo genere e non sempre è facile mantenere alto lo standard quando si cambia. L'ambientazione mi è sembrata buona e anche i tratti dei personaggi sono ben delineati. Consiglio a tutti però di andarsi prima a ripassare la storia della battaglia di Adua (lo si pò fare semplicemente su wikipedia per esempio. Aiuta molto a capire lo svolgimento
12/05/2008
Si perde in mille personaggi e vicende lontane dalla trama pricipale che, in tal modo, risulta fin troppo esile e, peraltro, troppo abusata in decine di romanzi similari. Sono ben altre le atmosfere di Kipling...
02/05/2008
ciaccio - dva45@mailcity.com
Francamente illeggibile. Conosco bene l'eritrea per averci vissuto e il libro non riesce a fartela rivivere. Troppi personaggi, troppi eventi improbabili. Troppi giochi di traduzioni tigrigna-dialetto-arabo che risultano stucchevoli. Non è un romanzo storico e non è un giallo. Ma allora cos'è? Una noia: non sono riuscito a finirlo.
23/04/2008
Ambientazioni, storie e personaggi sono decisamente accattivanti ma sono un po' dispersivi. Le descrizioni sono piacevoli e dettagliate ma la prosa risulta troppo ''televisiva''.
14/04/2008
Ilaria - ilapra@yahoo.it
Consiglio a tutti la lettura di questo splendido romanzo, sia a chi come me è apassionato all'argomento storico che tratta, sia agli altri perchè credo possa essere per loro una piacevole scoperta. Straordinario il lavoro di Lucarelli sui personaggi, sui linguaggi e sugli ambienti, tutti elementi che restano impressi nelle mente anche dopo aver terminato di leggere. Emozionante e coinvolgente la storia, dopo le prime pagine non sono più riuscita a staccarmene fino alla fine! Grande Carlo e un grazie personale per aver parlato di qualcosa per cui ho una passione immensa!
11/04/2008
Elisabetta Bolondi - bolondi@tiscali.it
Un grande affresco, una storia raccontata da un punto di vista inedito, quella narrata da Lucarelli in questo romanzo veramente coinvolgente. Siamo a Massaua, nel 1896, alla vigilia della battaglia di Adua, che segnò una terribile sconfitta militare delle truppe coloniali italiane: l'unico esercito occidentale sconfitto dagli indigeni. Eppure quello che leggiamo nel romanzo è il ritratto di una serie di personaggi, soldati, ufficiali, impiegati coloniali, imprenditori,giovani eritree accoppiate con i soldati italiani,che, sullo sfondo di una città infuocata,polverosa, dove è persino difficile respirare, si vedono precipitare verso una catastrofe che non è solo militare, ma politica, economica, morale. L'autore usa lo zoom su alcuni personaggi, la coppia diabolica Cristina-Vittorio, e ancora il maggiore Flaminio, l'analfabeta Sciortino, l'anarchico Pasolini,Aicha, la cagna nera, Ahmed, che sono altrettanti prototipi di una società profondamente malata, che tenta la carta del colonialismo, non avendone i mezzi economici nè quelli etici.Lucarelli non rinuncia al suo gusto per il noir, e ci regala un libro cupo, angoscioso, ma ampiamente documentato, espresso in un linguaggio raffinato,pieno di citazioni tratte dai diversi linguaggi e dialetti, dove la sensualità e la corruzione,il coraggio e la viltà, l'ambizione e la fuga, l'amore e la morte, si inseguono senza tregua fino al disastro finale.Il paesaggio africano, colli, ambe, isole, deserti infuocati, vento asfissiante, piogge improvvise, fanno da sfondo ad una narrazione che ti costringe a non interrompere la lattura di un romanzo storico davvero originale.
11/04/2008
Un Lucarelli inaspettato. Costruisce un microcosmo di personaggi credibili appartenenti alla ''tribolata'' razza umana e li inserisce in un ambiente a noi poco consono. Si respirano atmosfere care a Rudyard Kipling e più precisamente quelle decadenti e malinconiche della "La luce che si spense". Ancora bravo.
