Lo scrittore Giovannino Guareschi è conosciuto e apprezzato in tutto il mondo: ha creato personaggi immortali, i suoi libri, tradotti in tutte le lingue, sono venduti in milioni di copie, i film che ne sono stati tratti vengono sistematicamente riproposti alla televisione. Forse non così noto è che il poliedrico autore della Bassa è stato altrettanto grande come grafico, disegnatore, vignettista, pubblicitario, e ha raggiunto anche in questa attività i vertici cui è pervenuto nella letteratura. Questo volume, che non a caso esce nell'anno del centenario della sua nascita, colma finalmente una lacuna: è una ricchissima, completa antologia dell'attività di Guareschi in questo settore, e raccoglie circa trecento tra disegni, dipinti, vignette umoristiche e satiriche, illustrazioni, fumetti, fotomontaggi, interpolazioni su fotografie e incisioni. Suddivisa in sezioni storico-biografiche, introdotte da analisi critiche a cura di un esperto, Giorgio Casamatti, che unisce al rigore filologico una notevole capacità divulgativa, "L'opera grafica 1925-1968" consente di comprendere la straordinaria valenza espressiva della più che quarantennale vita artistica di un grandissimo grafico, considerato un maestro da più generazioni di autori, da Steinberg a Forattini, esamina i rapporti e gli scambi di Guareschi con i movimenti artistici internazionali, le Avanguardie, il Neorealismo, il Surrealismo, l'Espressionismo, ne illumina la traccia profonda lasciata nel secolo ventesimo. Si inizia con il periodo parmigiano, quello dell'apprendistato, a contatto con lo stimolante ambiente artistico di una delle città culturalmente più vivaci d'Italia, con le prime illustrazioni eseguite per decorare i quaderni del liceo, con i disegni satirici dei numeri unici di riviste dal sapore goliardico, nelle quali si prendevano di mira i parmigiani illustri e famosi; si passa poi al leggendario periodo del "Bertoldo", la cui gloriosa redazione - tra gli altri, Walter Molino, Giuseppe Marotta, Marcello Marchesi, Giovanni Mosca, Carlo Manzoni e naturalmente Giovannino Guareschi - riuscì a elaborare una satira 'antifascista' di intonazione surreale in grado di sfuggire all'occhio vigile della censura. Segue la sezione più drammatica e sorprendente, il periodo di internamento nei Lager nazisti: sorprendente perché Guareschi riuscì a essere umorista nei campi di concentramento, aiutando se stesso e tanti compagni di prigionia a sopravvivere. Le opere del Lager costituiscono una sorta di reportage grafico in cui la dolorosa vita quotidiana viene rappresentata con assoluto realismo: si tratta di disegni che conservano l'impianto tipico delle fotografie, e testimoniano il dramma dell'uomo costretto a vivere in una dimensione tragica. È una documentazione storica di grande portata, unica nel suo genere. Segue il periodo del "Candido", punto di svolta nella sua carriera: Guareschi decide infatti di scendere politicamente in campo in prima persona, con gli strumenti della satira e dell'umorismo, per orientare l'opinione pubblica e incidere sul contesto sociale. Il suo scopo è quello di combattere tutte le ideologie totalitarie. È il tempo delle grandi battaglie politiche, contro il comunismo e poi anche contro lo strapotere della Democrazia cristiana. Segue, infine, l'ultima sezione, nella quale l'autore riflette, con i suoi folgoranti disegni, sulla televisione, sul boom economico, sulla massificazione della società, su problemi che sono tuttora di scottante attualità. Lavoro fondamentale e indispensabile per conoscere 'l'altra metà' di Guareschi, "L'opera grafica 1925-1968" costituisce una mostra antologica permanente che ogni lettore può rivisitare comodamente nel salotto della propria casa, divertendosi a sfogliare questa preziosa raccolta di immagini, ognuna corredata da un'illuminante didascalia, e a ricordare 'come eravamo'.

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