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Vi sono situazioni in cui per un istante non riconosciamo chi ci sta accanto, in cui l'identità dell'altro si cancella, mentre, di riflesso, dubitiamo della nostra. Questo avviene anche all'interno di una coppia - anzi, soprattutto in una coppia, perché chi ama teme sopra ogni altra cosa di 'perdere di vista' l'essere amato. Con la sua arte stupefacente della dilatazione e variazione dell'attimo significativo, Kundera ha fatto di questa situazione, con il vago senso di panico che ad essa si accompagna, il tessuto stesso del suo nuovo romanzo. Qui la brevità si congiunge all'intensità e un istante di smarrimento segna l'avvio di una vicenda labirintica nel corso della quale il lettore sarà costretto a varcare più volte la frontiera tra reale ed irreale - o fra ciò che accade nel mondo esterno e ciò che una mente elabora in solitudine. Soltanto Kundera, fra gli scrittori di oggi, poteva riuscire a trasformare una percezione così segreta e sconcertante in materia romanzesca e a farne uno dei suoi libri più alti, dolorosi e illuminanti. E infine, a sorpresa, un romanzo d'amore.
08/04/2006
max - maxp76@yahoo.com
Pam cita e critica a Kundera queste frasi. ''Ma poi ci ha pensato su ed è arrivato alla conclusione che ogni donna misura il proprio grado di invecchiamento dall'interesse o dal disinteresse che gli uomini manifestano per il proprio corpo'' E poi, ''I soldi, però, non bastano a conquistare l'indipendenza. Aveva anche bisogno di un uomo''. Credo che sia uno sbaglio giudicare uno scrittore in base ai pensieri e alle credenze dei suoi personaggi, non è per niente scontato che siano le sue. Anzi, la diversità e la lontananza delle ideologie dei soggetti presenti nel libro, rispetto a quelle che l'autore riesce a comunicare nel modo in cui le descrive e le rappresenta, portano il lettore a un livello superiore, gli concedono una visione del mondo, della cultura, della società (ed esempio, nel libro, le riflessioni sul conformismo) in una prospettiva assai più ampia di quella che abbiamo quotidianamente in quanto troppo immersi nella propria soggettività. Maggiore è questa diversità di idee, più ampio è il punto di vista del lettore, più affascinante diventa il libro. Bella la costante ''metamorfosi'' della storia, che pagina dopo pagina, delicatamente e senza accorgersene, porta il lettore da una situazione vera a una verosimile, da reale a onirico... Omaggi, Max
09/04/2005
''Ma poi ci ha pensato su ed è arrivato alla conclusione che ogni donna misura il proprio grado di invecchiamento dall'interesse o dal disinteresse che gli uomini manifestano per il proprio corpo'' ''I soldi, però, non bastano a conquistare l'indipendenza. Aveva anche bisogno di un uomo''( o di una donna aggiungo io) e' chiaro che per chi pensa di vivere in una societa' emancipata questi concetti risultino anacronistici e diano fastidio:chi guarda con occhio emancipato la societa' invece deve ammettere che e' ancora tutto cosi'. libro assolutamente da leggere un saluto roberto
08/01/2004
mi stupisco nel leggere così tante critiche negative! A me il libro è piaciuto molto e mi ha fatto riflettere profondamente su aspetti della vita che animano quotidianamente i miei dubbi e le mie paure. La fine forse pare un po' scontata, ma fortunatamente un libro non è solo trama!! Michela
16/11/2002
Se questo è un bravo scrittore presto comincerò anch'io a scrivere. Mah.
04/11/2002
Nessuno ormai dice qualcosa che non è mai stato detto e chi ci prova lo fa con sperimentalismi fini a sé stessi. Kundera ne è esente. Anche se brutti i suoi libri si fanno sempre seguire fino in fondo, anche se deludenti, qualcosa di essi si piazza indelebile nel ricordo. Quella di questo romanzo è una bella e complicata storia d'amore, talvolta bizzarra, che non piacerà sicuramente a chi non piace Kundera, ma sarà una piacevole lettura per chi di questo autore, a cui finiranno per dare il Nobel (a meno di preferire sempre autori sconosciutissimi che rimarranno poi tali), ha già letto anche un solo libro.
07/05/2002
Sono perfettamente d'accordo con Pam: codesto libro è un'indecenza, un canovaccio assurdo di luoghi comuni e retaggi culturali pericolosi. Un dizionario dell'ipocrisia, presuntuoso e volgare tanto nella storia quanto nei contenuti. Non narra nulla che non sia già stato narrato mille e mille volte da altri autori mediocri quanto lui e le sue perifrasi sono di una presunzione imbarazzante. Quanto alle sue analisi filofreudiane, beh, che dire? Sta all'intelligenza del lettore capire fino a che punto stia scopiazzando qua e là teorie che neanch'egli ha chiaro fino in fondo. Quanto al lettore che m'ha anticipato, il quale, sardonico, crede di capir tutto lui...(che anacronismo dire o si cambia la mentalità o si cambia lo scrittore! Ma insomma, si controlli.)...beh, Signore/a, ciò che lei generosamente attribuisce al Kundera (il saper nascondere) non è altro che la sua incapacità di fondo a permeare l'empatia dei suoi pseudo-personaggi...Certo che cambio autore. Ma le pare! Grazie. Andrea.
05/04/2002
Verdy - verdianac@yahoo.it
HO LETTO TUTTI I LIBRI DI KUNDERA E SINCERAMENTE QUANDO VADO IN LIBRERIA SEPPURE COMPRO ANCHE ALTRI LIBRI NE CERCO SEMPRE,CON TREPIDAZIONE,UN SUO NUOVO. HO SEMPRE PENSATO CHE KUNDERA NON E' PER TUTTI...E CHE PER CAPIRLO BISOGNA CONOSCERE E CAPIRE IL SUO MODO DI VEDERE IL MONDO,LA GENTE,L'AMORE.IN NESSUN ALTRO AUTORE RITROVO LA CAPACITA'DI NASCONDERE SENTIMENTI ED EMOZIONI COMUNI A TUTTI IN STORIE CHE TALVOLTA POSSONO SEMBRARE ASSURDE. CHI LEGGE L'IDENTITA' SENZA TRASCENDERE DAL TESTO NON PUO' SENTIRE IL MONDO DI KUNDERA COME PROPRIO ED ESSENDO QUESTO L'UNICO MODO DI CAPIRE IL LIBRO ...HO LA SENSAZIONE CHE CHI NON CI ARRIVA NON LO CAPIRA' MAI..NE QUESTO..NE'GLI ALTRI SUOI LIBRI. IN QUESTO CASO..CAMBIATE AUTORE...O CAMBIATE MODO DI PENSARE...LA PRIMA E' PIU' PROBABILE..
13/03/2002
Devo dire, Kundera non mi entusiasma. Accompagnato da un boato di acclamazione ed elogi per ''L'insostenibile leggerezza dell'esssere'', mi convinsi a leggerlo e lo trovai di lettura appena passabile perché non c'è niente in quel libro che non sia già stato detto. Ho deciso però di leggere un suo secondo libro, ''L'identità'',appunto. Mi è piaciuto molto poco. Non capisco perché Kundera debba proporre costantemente in quello che scrive analisi psicologiche-sociologiche un tantino scontate e a volte persino inverosimili e retoriche. Parte sempre dalla ''coppia'' per scrivere le sue analisi, e ha stancato,onestamente. Dovrebbe cercare altri spunti. E' noioso. Inoltre, tanto nell'insostenibile leggerezza dell'essere quanto ne l'identità il lettore non superficiale avrà notato quel suo continuo e disgustoso sciovinismo e maschilismo. Ne l'identità troviamo scritto: ''Ma poi ci ha pensato su ed è arrivato alla conclusione che ogni donna misura il proprio grado di invecchiamento dall'interesse o dal disinteresse che gli uomini manifestano per il proprio corpo''. Beh, questa affermazione non solo è squallidamente generica, maschilista, anacronistica; è anche e soprattutto falsa. Oppure mette in bocca a Chantal,la protagonista femminile,frasi che le donne, quelle vere, s'intende, non pensano affatto, tipo: ''I soldi, però, non bastano a conquistare l'indipendenza. Aveva anche bisogno di un uomo''. Anche questa è un'affermazione falsa, perché una donna può essere indipendente ed essere felice anche senza un uomo accanto. Qualcuno lo spieghi a Kundera, per favore. E questi sono solo due esempi. Lo stile descrittivo e narrativo, poi, lasciano alquanto a desiderare. E la storia nel complesso è snervante ed eccessivamente morbosa. Kundera e la sua insostenibile pesantezza...Lo sconsiglio assolutamente. Pam.
