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Iniziato nel 1939 e concluso nel 1945, dopo la prigionia in Germania di Sartre, "L'età della ragione" è parte ideale del ciclo romanzesco "Le vie della libertà" in cui il filosofo francese ha tradotto narrativamente le proprie teorie sulla letteratura e idee sull'uomo contemporaneo. Il romanzo è infatti una severa rappresentazione delle vicissitudini e delle crisi di un gruppo di giovani che, nei brutali anni prebellici, scoprono la vita e si accingono a conquistare "l'età della ragione". Il loro tentativo di integrare le mistificate vicende private nel dramma storico che li circonda sarà un'esperienza dolorosa e difficile. Solo uno di loro riuscirà a conquistare il senso profondo dell'esistenza e della libertà.
14/10/2005
Gabriele - Gabriele_studente@fastwebnet.it
E' difficile comprendere fino in fondo questo romanzo: è un romanzo che ci lascia senza speranza, allora perché scriverlo? Di fronte alla situazione internazionale di oggi, però, ci può permettere di aprire gli occhi e di guardare oltre le nostre meschinità quotidiana: nel romanzo di Sartre i personaggi a Parigi si preoccupano delle loro piccolezze, mentre sta per scoppiare una guerra feroce (siamo nel 1938), non è che anche noi stiamo facendo la stessa cosa?
02/07/2005
Federico - opossum5@tin.it
E' la seconda opera di Sartre che ho letto dopo la Nausea. Sono divenuto grande con questi libri nella zucca.
