Un giorno, assistendo a una partita di baseball, Murakami ha improvvisamente sentito il desiderio di scrivere, e come diretta conseguenza il bisogno di correre. Da allora, sono 26 le maratone cui ha partecipato e mentre preparava quella di New York del 2005 ha iniziato a scrivere questa "specie di diario incentrato sull'azione di correre" che mette in parallelo la sua carriera di scrittore e l'esperienza del maratoneta. Perché tra le due attività Murakami trova molte correlazioni. Nel confrontarle disserta sul talento artistico e sulla creazione letteraria, espone le proprie idee sugli esseri umani e soprattutto parla di sé. Il racconto delinea il ritratto di un uomo di straordinaria determinazione e di lucida consapevolezza; una persona che ama la solitudine e la musica, che coltiva il piacere di ascoltare vecchi dischi collezionati con amore, leggere libri, guardare video. Uno scrittore che riversa nel "contenitore letteratura" quell'elemento tossico che è in ognuno di noi e senza il quale non sarebbe possibile la creazione artistica. Elemento tossico contro il quale l'attività fisica quotidiana, aiutando a conservare l'energia, costituisce un efficace antidoto.
04/01/2011
Stupendo libro che riesce a raccontare le fatiche e i sacrifici dell'allenamentto.
