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Sullo sfondo di una Haifa scossa dalla guerra del 1973, si dipana lo scenario de L'amante, il più sinceramente israeliano dei romanzi di Yehoshua. L'autore si affida alle voci dei suoi personaggi, ai loro sogni, ai ricordi, ai desideri, alle aspettative: sono le parole di Adam, agiato proprietario di una grande officina meccanica; le riflessioni della figlia Dafi, quindicenne insonne e ribelle; i sogni della moglie Asya, intellettuale precocemente ingrigita; gli stupori di Na'im, giovane operaio arabo; i vaneggiamenti della novantenne Vaduccia; e infine il resoconto stupefatto di Gabriel, l'amante scomparso. Mondi lontani, a dispetto dell'amore; voci tanto vicine quanto diverse siglano l'impossibilità di conoscere veramente chi ci vive accanto.
24/02/2006
GG - lubabusc@tin.it
E' un romanzo in cui sono presenti più voci narranti: questa tecnica dà un tocco di originalità al libro, in quanto la stessa vicenda è vista e raccontata da persone diverse. In tal modo si possono valutare attentamente le dinamiche che sono alla base dei comportamenti dei vari personaggi. La storia ruota attorno alla figura dell'amante della moglie di Adam: lo stesso Adam cerca in tutti i modi di rintracciare l'amante (però non con intenzioni di vendetta) sfruttando il suo lavoro di ricco carrozziere; alla fine si ritrova in casa un altro amante più giovane, quello della figlia quindicenne. Sullo sfondo vi è il conflitto culturale tra Arabi e Israeliani che condividono lo stesso territorio. Il romanzo, in definitiva, è molto scorrevole, nonostante la molteplicità delle voci che si alternano nel racconto dei fatti.
