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Una testimonianza unica dei campi di concentramento nazista. Il racconto di dieci mesi all'inferno. Impietoso, crudo e commovente. Protagonista e voce narrante del libro è un barbiere. Quel che ci racconta è la sua esperienza nel lager di Treblinka, dal viaggio nel vagone piombato fino all'arrivo a Varsavia (1942-1943). Quando arriva nel lager, Rajchman ha ventotto anni. Separato dalla sorella minore, diciannovenne, subito uccisa nelle camere a gas, l'uomo si salva improvvisandosi "barbiere" (rade le donne prima del gas) e poi "dentista" (strappa le corone in oro ai cadaveri), mentre assiste alla costruzione dei forni e al funzionamento delle fosse comuni. Nella primavera del '43, però, il campo si ribella e Rajchman riesce a fuggire: mentre molti compagni vengono uccisi, lui raggiunge Varsavia, dove era in corso la resistenza del ghetto, e lì resta nascosto fino al gennaio 1945. È così che si salva: uno dei 57 sui 750.000 ebrei deportati a Treblinka.
