Chi era davvero, nella sua fisicità di carne, sangue, muscoli, l'uomo che circa duemila anni fa percorse la terra d'Israele, parlò alle folle, guarì gli ammalati, lanciò uno straordinario messaggio di speranza e finì straziato su un patibolo infame? Nell'ultimo mezzo secolo l'analisi filologica e nuove ricerche archcologiche hanno ampliato la possibilità di scoprire la vera personalità dell'uomo chiamato Gesù. Molte domande rimaste a lungo sospese hanno quindi oggi un'attendibile risposta: dov'è nato, da chi, quando, come; di che cosa fu accusato per meritare quell'atroce supplizio; quale ruolo ebbero nel suo "processo" il popolo di Gerusalemme, le gerarchie religiose ebraiche, le autorità romane con le loro truppe d'occupazione. Su Gesù sono proliferate nei secoli molte leggende e alcune autentiche fiabe, segno della curiosità - ma forse si potrebbe dire dell'ansia - di sapere chi lui fosse veramente prima che il mantello della teologia lo coprisse, celandone allo sguardo la figura storica. Corrado Augias ha dialogato su questo tema con uno dei massimi biblisti italiani, Mauro Pesce, rivolgendogli quelle stesse domande che molti di noi, cristiani e non cristiani, si pongono: sul periodo storico nel quale Gesù visse, sulle sue parole, sulla sua vita, sulla sua morte, sui tanti testi che ne parlano. Ma anche su ciò che seguì la tragica giornata del Golgota, fino alla nascita di una religione che da lui prese il nome, anche se egli non ha mai detto di volerla fondare. II profilo di Gesù che questa "inchiesta" ci restituisce è quello di un ebreo, ligio alla Legge di Mosè, amante del suo popolo e delle sue tradizioni, eppure aspramente critico verso gli aspetti che giudicava 'superati' o 'secondari', o, soprattutto, portatore di un progetto di rinnovamento incentrato sul riscatto degli emarginati; una personalità complessa, mai svelata per intero nemmeno a chi gli era più vicino, una figura profondamente solitaria, coerente con i suoi principi fino alla morte in croce. Il libro mette in luce alcuni degli aspetti meno conosciuti e più umani del profeta ebreo Yehoshua anche se, come dice Mauro Pesce, lo storico "rintraccia con maggiore o minore certezza eventi e documenti del passato mettendoli a disposizione dei suoi contemporanei. Sta poi a ciascuno valutarli, facendone l'uso che crede, sulla base delle proprie conoscenze e della propria libera volontà".
10/11/2007
Ho acquistato questo libro perchè mi incuriosiva molto: forse avrei potuto saperne di più sul personaggio storico di Gesù. Invece si è rivelato di una noia mortale: il duetto tra Augias e Pesce ricorda quei salotti tv, dove a un certo punto ti ritrovi addormentato sul divano e ti chiedi perchè mai hai perso ore di sonno prezioso anchilosato sul sofà. Sconsigliatissimo.
29/08/2007
Non sono d'accordo con chi dice che questo libro è scontato e pieno di errori. Io l'ho trovato estremamente interessante. Essendo io non credente mi è piaciuto leggerlo per scoprire alcune cose che non sapevo su una delle figure più importanti della nostra storia. Mi piace moltissimo Augias come persone e studioso, lo trovo serio e preparato.Io consiglio di leggerlo in modo da avere una visione più chiara di qualcosa che tutti credono di sapere ma che in realtà nessuno o quasi nessuno comprende realmente.
23/08/2007
Johannes DeSilentio - johannesdesilentio@splinder.com
Un libro molto sfortunato. Mezza Italia l'ha letto, mezza Italia non l'ha capito. I cattolici tradizionalisti si stracciano le vesti, gli atei militanti ne fanno una bandiera. In entrambi i casi, i contenuti del libro sono andati radicalmente fraintesi. Da una parte e dall'altra, sento solo castronerie di ogni genere. Un esempio: i cattolici militanti deplorano la negazione degli aspetti "soprannaturali" (trasfigurazione, miracoli, risurrezione), gli atei militanti la osannano. Peccato però che il prof. Pesce si schieri a favore della storicità delle testimonianze relative a tali episodi! Quando tutti gli esegeti storico-critici cattolici negano la storicità della trasfigurazione, Pesce la afferma chiaro e tondo, consapevole di essere controcorrente. Quanto alle esperienze circa la risurrezione di Gesù, è Augias a parlare di visioni isteriche. Pesce parla al contrario di "stati modificati (alterati) di coscienza", una terminologia presa dagli studi antropologici con cui ci si limita ad indicare la particolare condizione di "ricettività" che caratterizza determinate esperienze di contatto o accesso al mondo soprannaturale (indipendentemente da come si valuti la realtà di tale "mondo", valutazione che compete del resto al filosofo e non allo storico). Il "Gesù storico" che Pesce si sforza di ricostruire a partire dalle testimonianze evangeliche non è né un'insidia per la fede, né una rassicurazione per l'incredulità. E¿ storia, punto e basta. Ciò di cui si tratta è della vicenda di un profeta ebreo, profondamente convinto che Dio avesse cominciato ad attuare la fase decisiva e culminante della sua storia d¿alleanza con Israele, e totalmente dedito all¿annuncio e alla preparazione di tale evento: il regno di Dio. Una figura profondamente mistica e al tempo stesso portatrice di un messaggio escatologico con profonde implicazioni di trasformazione sociale (benché non in senso politico). Questa è la vicenda storica di Gesù di Nazaret. Egli è l¿annunciatore e il portatore del regno di Dio: un ideale utopico per i non credenti, una realtà concreta e già parzialmente realizzatasi (anche se solo ¿proletticamente¿) per il credente. Lasciamo che la sua storia sia davvero la sua, e non la nostra: una provocazione per credenti e non credenti. In nessun caso un sostegno per imporre un¿ideologia.
11/08/2007
Giol - ilmaestroc@otmail.it
Una vera e propria inchiesta che fa luce sugli aspetti oggetivamente rilevabili, e solo su quelli. Finalmente un'analisi giusta e storicamente affidabile, che fa pulizia di tutta la paccottiglia anti-storica dell'ideologia cattolica.
09/08/2007
Non sono molto addentro ai fatti (?) in discussione ma l'ho trovato molto interessante. Scritto bene, di facile lettura, fa venire voglia di approfondire.
13/04/2007
Nicola Ulivieri - nicola@ing.unisi.it
E' un buon libro per chi affronta per la prima volta l'argomento da un punto di vista ''reale''. Ci sono libri molto più approfonditi. Ovviamente chi crede ai miracoli rimane infastidito da tutto...anche dall'evidenza
12/04/2007
Nicola - ulivinico@gmail.com
Il pregio di questo libro è quello di affrontare con rispetto ed educazione l'argomento; la mitologia su cui è basato il cristianesimo. Per chi vuole approfondire veramente l'argomento consiglio 'La Favola di Cristo' di Luigi Cascioli, acquistabile sul suo sito, libro che lui utilizza come prova per incolpare la Chiesa (nella persona di un sacerdote) per abuso di credulità popolare e sostituzione di persona. Anche 'Gesù amava le donne' di Jacopo Fo è un buon libro con un riassunto delle incongruenza più evidenti del Vecchio e Nuovo Testamento.
07/04/2007
Massimo Valzolgher - massimo.valzolgher@atlavia.it
Come tutti gli scritti che mettono a nudo le scarse verità storiche su cui è fondato il credo cristiano è un libro che dà fastidio ai credenti i quali non hanno bisogno di alcuna dimostrazione dacché la fede è un dono che viene dall'alto. Per uno scentifico che non tollera niente di indimostrabile e pretende di capire al di là del vetro è un capolavoro. E' un libro che divide logicamente il giudizio in due fazioni nette e ben distinte.
05/04/2007
Marco Zavatta - trevis84@tin.it
Nulla di nuovo, solo domande di Augias e considerazioni di Pesce che non nasconde la propria fede. In qualche passo si scosta dalla realta' ecclesiastica attuale, ma questo non rende le sue risposte valide ''storicamente''. Sarebbe stata piu' completa una doppia intervista, un biblista credente ed uno storico agnostico.
11/03/2007
Marco Maroni - info@marcomaroni.it
In fondo non è questo lo scopo di ogni seria inchiesta ? Porre domande, cercare di dare risposte, dare informazioni tutt'altro che scontate sull'uomo che, impossibile non ammetterlo per credenti e non, ha cambiato il mondo. Molte domande e alcune risposte e tantissime informazioni sui Vangeli, sui primi anni del Cristianesimo e sull'uomo Gesù.
08/03/2007
Più che così così. Contiene un giudizio che direi utile, in quanto, come tutte le cose, fa riflettere chi sa riflettere. Ma, nella religione, non c'è nulla da inventare nè da scoprire. Gesù è un (il) testimone e, per chi ci crede e lo comprende, col suo spirare apre le porte alla salvezza dell'anima; per chi non ci crede, si ritornerà a riprendere la danza della vita come da millenni sanno e spiegano tutte le religioni del mondo. In fondo, non è poi tanto complicato.
21/02/2007
michela - michgia@libero.it
Da persona ignorante sui VERI fatti ho trovato il libro MOLTO interessante. Consiglio a tutti di leggerlo, credenti e non. Io non sono credente e invidio davvero chi ha la fede, ma resto sbalordita nel pensare quanti pochi fondamenti abbiano tante credenze e tanti comportamenti dei cattolici. Michela
07/02/2007
Elisabetta Marciano - elmar_e@libero.it
Come ha sottolineato lo stesso autore, in un momento in cui molti speculano e guadagnano sulle possibili ''vite'' di Gesù,finalmente un libro ''GIUSTO''. Un libro che si attiene a fatti documentati, scritto con un linguaggio diretto semplice e comprensibile, un linguaggio che arriva a tutti e che è destinato a tutti. Gli autori scelgono e prediligono la formula delle domande e delle risposte, come fece l'uomo Gesù, perché il primo gradino per la conoscenza è ''la domanda'', che sia complessa o semplice, è lei il punto di partenza. Tutti facciamo domande e anche i discepoli ne facevano a Gesù, perciò ecco che pagina dopo pagina,gli interrogativi arrivano, ci costringono a riflettere, ci costringono a prendere in mano il vangelo e a trovare riscontro, ci costringono a chiederci nuovamente ''CHI E' GESU'?''. Chi è il figlio dell'uomo che ha cambiato la storia dell'umanità in maniera cosi radicale e profonda. E che rapporto c'è tra fede cattolica e LUI. Quanto di vero c'è nel cattolicesimo? Molto poco secondo lo studioso. Ma il suo non è un giudizio tendenzioso o polemico , non è un giudizio che cerca scalpore,non è un giudizo che condanna . Il suo è il resoconto di studi , di ricerche,il suo è il resoconto di una serie di domande. Ringrazio l'autore perche dopo tanto tempo ho ripreso a chiedermi: ''CHI E'IL FIGLIO DELL'UOMO?''. E non è forse per questo che si scrivono i libri?
03/01/2007
Giorgio Salerno - gs3000@fastwebnet.it
Il libro non vale la carta su cui è stampato: 1) smentisce sé stesso: il sottotitolo parla dell’ “uomo che ha cambiato il mondo”. Si suppone che il mondo sia cambiato per l’irruzione del Cristianesimo (che altro se no?). E invece si “danna l’anima” per convincerci che fu un ebreo che non disse nulla di cristiano! E allora? Chi fu a cambiare il mondo? Forse doveva scrivere di qualcun altro! 2) una bibliografia insignificante. Vuole insegnare ai gatti a camminar sui tetti (ai cattolici cosa sia il Cattolicesimo), ma non un testo di un biblista “allineato”, almeno per parlarne male. Neanche il Catechismo! ma i superatissimi Voltaire, Renan e Loisy, sì; 3) Candidamente confessa che “… non essendo cattolico ho conoscenze solo marginali…[di cosa pensano i cattolici]” (pag. 22). E allora? Visto che c’era, perché non ha scritto un trattato di fisica nucleare?
18/12/2006
Augias ha applicato il modulo del programma 'Chi l'ha visto?' alla figura di Gesù. Ne è uscito un libro insensato in cui un ex presentatore di TV pone domande sul Cristo a un malcapitato biblista, sorprendendosi e facendo gran meraviglia delle risposte; le quali ricalcano ciò che è ovvio e risaputo a chiunque abbia un minimo di cultura. Peccato che con Augias e Pesce non ci fosse anche Piero Angela!
09/12/2006
Ireneo - contraaugias@adversuspesce.va
Personaggi nuovi, errori vecchi! Ma a differenza degli eretici dei primi secoli del cristianesimo ''non sarete famosi'', perchè nemmeno si perderà tempo a scrivere un'apologia contro di voi.
09/12/2006
Ireneo - contraaugias@adversuspesce.va
Personaggi nuovi, errori vecchi! Ma a differenza degli eretici dei primi secoli del cristianesimo ''non sarete famosi'', perchè nemmeno si perderà tempo a scrivere un'apologia contro di voi.
16/11/2006
Concordo col lettore primo recensore in ordine cronologico. In più aggiungo che il sapere che il cammello in realtà era una grossa corda mi rende la metafora più gradevole. Confesso: non lo sapevo nonostante la mia militanza pluriennale come cattolico.
15/11/2006
Un testo di buona fattura in cui entrambe le parti sono libere da pregiudizi. Più il professor Pesce di Augias che a volte insiste nella ricerca di contraddizioni della ''storia acquisita''. Ma forse prendo come pregiudizio un onesto atteggiamento di ricerca storico-giornalistica. Il risultato è comunque quello di portare all'attenzione del pubblico il sommerso storico di una figura complessa come quella di Gesù.
13/11/2006
PER CHI HA TANTE DOMANDE E DESIDERA AVERE ALMENO UNA QUALCHE RISPOSTA... SCORREVOLE, MAI PESANTE E SOPRATTUTTO MOLTO INTERESSANTE...
11/11/2006
Rik - rik_fante@yahoo.it
Giù il cappello davanti al Professor Mauro Pesce. Rigoroso, chirurgico, saggio, illuminante, garzantinesco, imperdibile.. e coadiuvato da un Augias in condizioni Morgan Freeman in ''under suspicion''. Alla faccia di danielino marrone! E' più facile per una gomena passare per la cruna di un ago che per un lettore rimanere insoddisfatto dalla lettura del libro..
