Quando, all'inizio del secolo, Kenneth Grahame, segretario della Banca d'Inghilterra, era costretto ad allontanarsi da Londra per lavoro, scriveva ogni giorno al figlio una lettera con il racconto delle incredibili avventure di un Rospo snob e capriccioso, ma anche simpatico e generoso, di una Talpa e di un Topo d'acqua, prototipi del casalingo tranquillo, e di un Tasso vecchio e saggio, ricco di esperienza. Rielaborata, questa storia, quasi un inno alla libera vita della natura incontaminata, divenne "Il vento nei salici", un racconto che, con "Alice nel Paese delle Meraviglie", si è affermato come uno dei capolavori della letteratura inglese per ragazzi.
Continuamente ristampato e adattato per il teatro, il libro -paragonabile al nostro Pinoccchio- ha avuto estimatori famosi, e in Italia ha interessato a tal punto Beppe Fenoglio da indurlo a questa felice traduzione.
01/09/2004
DECISAMENTE UN BEL PASSATEMPO.UNA FIABA CHE PORTA UN MESSAGGIO IMPORTANTE:QUELLO DEL VALORE DELL'AMICIZIA. BELLA L'UMANIZZAZIONE DEGLI ANIMALI PROTAGONISTI DEL RACCONTO COME LA CURIOSITA' DELLA TALPA O LA STRAFOTTENZA DEL ROSPO. PROTAGONISTA IDEALE DELLA FIABA E'LA NATURA CON I SUOI CAMPI,I SUOI BOSCHI,I SUOI FIUMI. UNICO NEO L'USO DI TERMINI DESUETI NON PIU' UTILIZZATI NELLA LINGUA CORRENTE,MA NEL COMPLESSO UN LIBRO DA LEGGERE.

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