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Emanuele è un bambino ribelle e pieno di vita che vuole costruirsi un paio di ali per volare come gli uccelli. Emanuele ha sempre addosso un odore sottile di piedi sudati e ginocchia scortecciate, l'"odore dell'allegria". Emanuele si arrampica sui ciliegi e si butta a capofitto in bicicletta giù per strade sterrate. Ma tutto ciò che resta di lui è un pugno di lettere, e un quaderno nascosto in un muro nel ghetto di Lodz. Per ritrovare le sue tracce, Amara, l'inseparabile amica d'infanzia, attraversa l'Europa del 1956 su un treno che si ferma a ogni stazione, ha i sedili decorati con centrini fatti a mano e puzza di capra bollita e sapone al permanganato. Amara visita sgomenta ciò che resta del girone infernale di Auschwitz-Birkenau, percorre le strade di Vienna alla ricerca di sopravvissuti, giunge a Budapest mentre scoppia la rivolta degli ungheresi, e trema con loro quando i colpi dei carri armati russi sventrano i palazzi. Nella sua avventura, e nei destini degli uomini e delle donne con cui si intreccia la sua vita, si rivela il senso della catastrofe e dell'abisso in cui è precipitato il Novecento, e insieme la speranza incoercibile di un mondo diverso.
26/11/2009
E' un romanzo appassionante, leggendolo ho versato anche qualche lacrima. Ciò nonostante ci sono varie cose che non mi sono piaciute per niente. Una di queste è il divulgarsi troppo nei dettagli della sua vita privata che non sono pertinenti alla ricerca di Emanuele (come quando racconta della relazione con Luca Spiga e impiega parecchi capitoli solo per dire che lui era un dongiovanni). Si sofferma troppo anche nei dettagli della guerra in Ungheria. Così facendo la storia della ricerca di Emanuele passa in secondo piano e diventa lo sfondo della situazione (quando lo dovrebbero essere le guerre e gli affari privati). Un'altra cosa che non mi è piaciuta è il finale: non è scontato o banale, ma lascia il libro inconcluso facendo pensare che ci sia un seguito. Nel contesto è un libro molto interessante e ritengo che parecchie persone che ammirano i dittatori come Hitler,Stalin o Mussolini lo debbano leggere così da comprendere tutto il male che hanno fatto questi individui assetati di potere.
04/11/2008
L'ho letto in pochissimi giorni sebbene non sia molto breve! Ne avevo sentito parlare bene quando è uscito. Non sbagliavano. Lo consiglio a tutti coloro che amano le storie basate su grandi sentimenti, con un finale poco scontato e una trama che rende il lettore avaro di sapere.
10/10/2008
E' un libro bellissimo... soprattutto il finale sembra scontato, ma racchiude dentro di sè un significato molto profondo. Amara dovrebbe essere felice di aver ritrovato Emanuele, in realtà le aspetta un'amara sorpresa: lui è vivo, ma è come se fosse morto, è il simbolo di quello che la seconda guerra mondiale ha provocato a tutta l'umanità, simbolo della violenza atroce dei nazisti... Bello, molto bello, forse solo un po' troppo dettagliato nelle vicende storiche, comunque è stato molto intelligente anche paragonare le atrocità naziste a quelle comuniste, altrettanto efferrate.
05/10/2008
Dacia Maraini Il treno dell'ultima notte ed. Rizzoli Dacia Maraini ambienta la sua storia nel 1956, tra Firenze,Vienna, Auschwitz e a Budapest mentre scoppia la rivolta contro i sovietici e dove le rovine e gli orrori della guerra bruciano ancora, la fame e le aspirazioni di libertà sono in fieri. La trama, in breve: Amara ed Emanuele, vivono a Firenze, sono due ragazzini avvinti da un legame forte che la deportazione di Emanuele, di famiglia ricca ebrea, spezzerà per sempre. Amara andrà alla ricerca di lui, custodendo, con ossessiva cura, le sue lettere che ad un certo punto si interrompono e di cui non saprà più nulla& Il treno che dà il titolo al romanzo è quello su cui viaggia Amara attraverso l'Europa dell'est, ancora in faticosa fase di ricostruzione e in misere condizioni, alla ricerca del suo amico d'infanzia, simile al treno che trasportava gli Ebrei ignari verso il loro fatale destino e metaforicamente è quello che traghetta noi tutti verso l'ignoto, come suggerisce il libro, nella quarta di copertina. La spietatezza della guerra, le nefandezze dei nazisti, l'ottusità pervicace dei sovietici danno il senso della follia umana e dell'insensatezza di chi governa e manipola le folle. Dacia Maraini, attraverso l'odissea di Amara, ci trasporta in un periodo storico dove ancora ipocrisie e menzogne formano un sottile strato di opacità. I carri armati russi che invadono Budapest in rivolta e sventrano le case e sparano uccidendo migliaia e migliaia di Ungheresi; dopo il rapporto Kruscev del xx Congresso sembrava che i Russi non avrebbero fatto un'opera di repressione, un'iniziativa dispotica verso un altro paese socialista, dove tutto il popolo magiaro era sceso in piazza, con tutti gli operai che loro veneravano tanto, in testa. Dacia Maraini riesuma scheletri dall'armadio dell'ex partito comunista italiano in cui Togliatti, capo del partito, stette dalla parte del PCUS. Il comunismo, il partito unico, la dittatura del proletariato, il gran leader &il potere corrompe, ma il potere assoluto corrompe assolutamente. Tutti sogni infranti, la Grande Illusione catalizzatrice di milioni di persone, un Grande Inganno! Il romanzo si chiude con una sorta di speranza. La vita, pensa Amara, è un perverso correre verso un ignoto giocoso e irreale, nel viaggio di ritorno in Italia, in treno, dopo i fatti di Budapest, il ritrovamento di Emanuele, la sua deriva, il futuro si apre davanti a lei come un fiore precoce che ha sentito il primo raggio di sole, ma potrebbe rimanere congelato sul ramo. Perché la primavera non è ancora arrivata e quel raggio di sole l'ha ingannata. E' uno di quei libri che dà l'opportunità al lettore di poter fare una pausa di riflessione "amara" come il nome della protagonista, ma di realizzare ancora una volta che l'esperienza dovrebbe insegnare a non ripetere gli stessi errori: non sempre il passato è nostalgico.
23/09/2008
Decisamente deludente soprattutto nel finale ho letto altri racconti la cui narrazione si snodava su fatti storici, come ad esempio ''bambino 44'' ed erano di tutt'altro livello.
18/07/2008
Libro incredibile... Spietato ed appassionante come solo lei sa fare! Difficile dimenticare dopo averlo letto. Bellissimo.
24/06/2008
L'ho divorato! Appassionante, delicato, vengono rievocati molti episodi drammatici della storia, tra cui i fatti d'Ungheria. Durante il suo viaggio, Amara, incontra luoghi e personaggi che danno al romanzo un tocco così realistico... Lo consiglio a tutti, a chi ama la storia e a chi ama le storie.
19/06/2008
LIBRO ASSURDO, CON MOLTE INESATTEZZE STORICHE E NON, MOLTO DI SINISTRA E POCO OBBIETTIVO. DACIA MARAINI E' IN CADUTA LIBERA E SENZA PIU' IDEE VALIDE. PECCATO DOPO ''LA LUNGA VITA DI MARIANNA UCRIA'' MI ASETTAVO MOLTO DA LEI, MI SBAGLIAVO. ROSALBA

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