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Mancano poche settimane a Natale e al municipio di Stoccolma si festeggiano i premi Nobel. Inviata della Stampa della Sera, anche Annika Bengtzon partecipa al ricevimento, e mentre segue gli ospiti nelle danze, da cronista a caccia di notizie diventa testimone chiave di omicidio: la musica è interrotta da due spari, e il premio per la medicina cade a terra seguito dalla donna che balla con lui, colpita al cuore. Costretta al silenzio stampa, Annika non si lascia intimidire e decide di seguire comunque le indagini e scavare nel mondo della ricerca scientifica, dominato da logiche dettate da gelosia, avidità e sete di potere. La sua inchiesta la porta sulle tracce di un misterioso testamento lasciato da Alfred Nobel, l'uomo che desiderava promuovere la pace e il progresso, e che, per ironia della sorte, con il suo lascito sembra continuare a suscitare rivalità, violenza e morte.
29/08/2011
Sicuramente Liza Marklund è l'autrice svedese che più si avvicina stilisticamente al pioniere del thriller scandinavo, Stieg Larsson. E' il primo libro che leggo della Marklund e debbo dire di essere rimasto impressionato positivamente dal personaggio di Annika Bengrzon. Secondo il mio modestissimo parere critico, si sbaglia quando si tenta o si vuole equiparare la Marklund a Larsson perché descrivono due mondi realtà diverse dello stesso Stato L'uno descrive con un realismo disarmante come la Svezia combatte l'emarginazione delle persone che vivono ai "bordi" della società ghettizzandoli in apposite strutture cliniche. La Marklund al contrario con il suo personaggio mette in risalto la difficoltà della donna nella vita di tutti giorni, a mantenere una propria indipendenza lavorativa, e la difficoltà che esite nei suoi rapporti interpersonali. Oltre che il punto centrale della vicenda che di per sé trovo interessante perché fa conoscere ai profani come me le origini e la storia del premio Nobel l'autrice con una suspance morbida rende ance interessante lo sviluppo della situazione familiare della protagonista. Bisogna dire però che per fare una grande protagonista di una storia bisogna creare anche saper creare dei pesonaggi minori di un certo spessore e rilievo. In questo la Marklund è riuscita senza a mio avviso commettere errori. Leggendo questo libro mi sono chiesto più volte che romanzo sarebbe uscito se avessero scritto un romanzo a due mani Lei e Stieg Larsson?
24/08/2011
Sicuramente Liza Marklund è l'autrice svedese che più si avvicina stilisticamente al pioniere del thriller scandinavo, Stieg Larsson. E' il primo libro che leggo della Marklund e debbo dire di essere rimasto impressionato positivamente dal personaggio di Annika Bengrzon. Secondo il mio modestissimo parere critico, si sbaglia quando si tenta o si vuole equiparare la Marklund a Larsson perché descrivono due mondi realtà diverse dello stesso Stato L'uno descrive con un realismo disarmante come la Svezia combatte l'emarginazione delle persone che vivono ai "bordi" della società ghettizzandoli in apposite strutture cliniche. La Marklund al contrario con il suo personaggio mette in risalto la difficoltà della donna nella vita di tutti giorni, a mantenere una propria indipendenza lavorativa, e la difficoltà che esite nei suoi rapporti interpersonali. Oltre che il punto centrale della vicenda che di per sé trovo interessante perché fa conoscere ai profani come me le origini e la storia del premio Nobel l'autrice con una suspance morbida rende ance interessante lo sviluppo della situazione familiare della protagonista. Bisogna dire però che per fare una grande protagonista di una storia bisogna creare anche saper creare dei pesonaggi minori di un certo spessore e rilievo. In questo la Marklund è riuscita senza a mio avviso commettere errori. Leggendo questo libro mi sono chiesto più volte che romanzo sarebbe uscito se avessero scritto un romanzo a due mani Lei e Stieg Larsson

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