Blanca, madre e moglie appagata, conduce un'esistenza ovattata e fuori della realtà nella Santiago del Cile del dopo dittatura. All'improvviso alcuni eventi dirompenti vengono a sconvolgere la linearità della sua vita: l'incontro con persone di un diverso ceto sociale, l'amore per un ex perseguitato poitico, la scoperta dell'ipocrisia e della vacuità del mondo a cui appartiene. Un terremoto esistenziaale, un bivio obbligato: è il momento delle scelte. Blanca vorrebbe gridare, vorrebbe dirlo che non ci sta più, ma un'improvvisa, quasi metaforica malattia la rende incapace di comunicare. Perde la parola proprio quando una nuova coscienza del mondo le chiede di parlare. La prigione del silenzio diventa tuttavia la premessa di una nuova rinascita, di un'altra storia, di una nuova verità. Dopo un primo istante di smarrimento e disperazione, Blanca sceglie la vita e inventa un nuovo linguaggio, quello degli occhi, con i quali racconta la propria storia, i ricordi, i sentimenti e i rimpianti. La storia di una donna, per donne, creature condannate alla solitudine e al silenzio, perché il mondo che hanno dentro è l'universo intero, incomunicabile ai più. Una storia da leggere come un invito a chi è ancora in tempo a non rimandare, a dire tutte le parole che nascono dentro, a non lesinare amore.
12/07/2001
<br>E' iniziato con questo libro il mio "amore" per Marcela Serrano. E' un amore che sta crescendo a mano a mano che proseguo nella lettura dei suoi libri. Non vedo l'ora di avere un po' di tempo per aprire un suo libro ed immergermi in quel complesso, vario e sfaccettato universo femminile, in cui finalmente mi ritrovo e mi placo.

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