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Finito in manicomio dopo memorabili eventi, il nano, paranoico e mistico, Oskar Matzerath, decide di rievocare complice il tamburo di latta che si porta appeso al collo, la vita che ha vissuto, una vita profondamente intrecciata alla storia della Germania della prima metà del secolo. Fino a ventotto anni Oskar ha deliberatamente scelto di non crescere: non ha mai superato la statura di un bambino di tre anni e lo ha fatto in odio al padre, anzi ai suoi due padri, e al turpe e normale mondo che lo circonda. La ripugnanza nei confronti dell'universo demoniaco, folle, miserabile e feroce in cui si è trovato a vivere nutre la sua deformità, dà forma alla sua rabbia, modula la sua voce.
Oskar sta di fronte alla realtà ad occhi aperti, sbarrati, la guarda in faccia, senza filtri, senza condizionamenti. Come gridata da un paesaggio cupamente leggendario la sua storia resta definitivamente incisa nella memoria dei lettori: la nascita della madre sotto le quattro gonne della mitica nonna contadina, la sua venuta al mondo, ricca di presagi, la decisione di interrompere la crescita in modo da farne ricadere la colpa sull'odiato padre, l'opposizione e l'adesione al regime nazista, fino al crollo della Germania e al lento, tragico sviluppo del dopoguerra, parallelo alla decisione di riprendere la crescita, libero ormai dal complesso paterno e dalla vicinanza dei mostri.
Barocco, picaresco, drammatico e potentemente grottesco, "Il tamburo di latta" è considerato uno dei romanzi epocali del Novecento tedesco, una delle prove più alte della narrativa europea.
22/12/2008
chi può aiutarmi a capire il signficato del romanzo?, ad approfondire il senso delle tre parti in cui è diviso...devo studiarlo per in esame di letteratura tedesca (arretrato) e non è per niente facile... il senso generale l'ho capito ma credo di aver bisogno di un analisi più approfondita.. grazie a chi può aiutarmi...
28/04/2008
...lo sto leggendo e fortunatamente nn ho aspettato le 60 primavere perche e davvero un libro molto ben scritto. qualche anno fa avevo per caso visto alcune scene del film ed ero rimasta scossa dallo sguardo di Oskar, quasi spaventata... per questo sono sempre passata accanto al libro, che cmq avevo comprato.ora eccomi rapita da questo ''nano'' feroce ed implacabile verso l'idiozia e l'ipocrisia umane...e che umanita qlla descritta... continuo altrettanto implacabile ;)
01/11/2005
Marino - m.poduje@virgilio.it
Mi portero' addosso per sempre una gran croce, un rimorso immenso pesera' sulla mia coscenza di lettore incallito e cioe' aver atteso la soglia delle sessanta primavere ( o meglio...autunni )prima di avere il coraggio di prendere decisamente in mano questo libro fantastico! E' stato imposto ad intere generazioni di studenti, con esito ben immaginabile! Decisamente va affrontato in eta' abbastanza matura per poterne cogliere le mille sfumature, simbolismi e metafore... E' sicuramente un libro che rimarra' scolpito nel mio cuore e nella mia mente! Devo anche dire che il film che ne e' stato tratto, sceneggiato dallo stesso autore, e'di una potenza e suggestione molto simile al romanzo ma, purtroppo, quasi ( e sono ottimista ) introvabile!!!
14/10/2005
GG - lubabusc@tin.it
E' veramente un bel libro, non me lo aspettavo cosi' divertente dalla lettura del titolo: pensavo a una noiosa lettura, anche se l'autore e' un Premio Nobel. Invece, il protagonista Oskar ripercorre tutta la sua esistenza scandendo i vari eventi della sua vita con il battito del suo tamburo di latta, ricevuto in dono all'eta' di 3 anni! Tutta la storia e' basata su un'ironia a volte sottile e che non sempre si riesce a cogliere alla prima lettura. Nonostante i suoi difetti fisici, Oskar non si da' mai per vinto e, anzi alla fine, risulta un vincente, avendo superato vari ostacoli nella sua vita e avendo raggiunto anche una certa tranquillita' economica. Il suo internamento in manicomio e' dovuto all'incomprensione degli uomini che non sono riusciti a capire il suo genio e la sua diversita' positiva: egli guarda gli altri quasi con distacco, essendo riuscito a porsi in una posizione di superiorita' (che pero' coloro che lo circondano non afferrano). Lo scritto e' abbastanza scorrevole e geniali sono alcune trovate stilistiche dell'autore. Questo libro fa proprio parte dei capolavori del '900!!!
18/07/2005
scrivo il mio parere nonostante abbia letto il libro 5 anni fa perchè lo reputo un capolavoro(ha ottenuto anche il premio nobel).le invenzioni narrative sono incredibili e soprattutto trovo innovativo l'uso del linguaggio..usa infatti uno stile differente per ogni capitolo...forse i primi 3 sono un po' pesanti
29/03/2003
qs libro, sostanzioso in ogni senso,anche come numero di pagine, è assolutamente imperdibile! lo stile è assolutamente superbo, e la traduttrice ha fatto un ottimo lavoro, ritengo. l'ho scoperto da poco e l'ho trovato gustosissimo anche se feroce.
11/02/2002
Scritto con uno stile non proprio scorrevole,è un libro sontuoso,ricco,spesso difficile da interpretare.Grass si diverte a raccontare la realtà della Germania nazista con gli occhi ingenui di un uomo che non vuole crescere,e la realtà appare grottesca,ironica piena di metafore.Oskar è un personaggio che non si dimentica facilmente,sapientemente partorito dalla fantasia dello scrittore è l'indiscusso protagonista di un libro forse un pò troppo lungo ma interessante
