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Un aereo cade su un'isola deserta mentre è in corso un conflitto planetario. Sopravvivono solo alcuni ragazzi che si mettono subito all'opera per riorganizzarsi senza l'aiuto e il controllo degli adulti. Sembra il prologo ideale per un romanzo d'avventura che celebri il pragmatismo e il senso della democrazia britannici. Qualcosa invece comincia a non funzionare come dovrebbe, emergono paure irrazionali e comportamenti asociali, da cui si sviluppa una vicenda che metterà a nudo gli aspetti più selvaggi e repressi della natura umana. "Il Singore delle mosche", 14 milioni di copie vendute solo nei paesi di lingua inglese, è la prova d'esordio e il manifesto di William Golding, premio Nobel per la letteratura nel 1983, che ama riconoscersi e riassumersi in questa frase: "L'uomo produce il male come le api producono il miele".
28/01/2011
E' un libro molto bello ed interessante, Golding esprime in questo romanzo uno stile ben poco avvincente, molto originale per i temi affrontati. E' un libro di piacevole lettura, che impressiona ed emoziona, anche se non si condivide la tesi di un'umanità destinata a soccombere sotto la propria malvagità.
17/10/2008
Consigliato a quanti non credono che la realtà possa effettivamente superare di gran lunga la fantasia, trovare infatti il male dove teoricamente non dovrebbe spiazza. Qualunque essere umano è preda della propria bestia, conta poco l'età od il raziocinio, essa alberga in noi che la si accetti o meno.
25/06/2008
Semplicemente straordinario, un vero capolavoro. Molto amaro ma anche terribilmente vero. Bellissimo. Molto belli e interessanti anche i personaggi. G.
14/05/2008
Michele - bortol79@libero.it
All'inizio ero un po' scettico... insomma la locandina diceva che era la storia di alcuni bambini naufragati su un'isola e mi sembrava un po' banale, ma così non è stato. La trama è divertente e a un certo punto non permette più di scollarti dal libro. La morale trasmessa è profonda e mi ha dato da pensare anche se credo che non debba necessariamente avverarsi ogni volta che si verifichi una circostanza simile.
17/04/2008
Franz - franzo_1959@libero.it
Romanzo senz'altro innovativo che deve aver lasciato a bocca aperta i lettori di allora... mai si era parlato di un lato brutale e malvagio celato anche nei bambini, che lasciati senza controllo, possono liberare all'improvviso... forse un po' greve la lunga descrizione iniziale dell'isola, molto migliore l'analisi psicologica dei ragazzini spaventati, in preda di fobie che distorcono in modo angosciante la realtà.
18/08/2007
Da leggere assolutamente per capire che non tutto è quello che sembra; i buoni e i cattivi, i ruoli capovolti, il pessimismo di fondo sull'animo umano. Un libro che fa riflettere, e molto.
02/07/2007
Jookie Cardigan - jookiecardigan@hotmail.it
Diffusissimo nel mondo anglosassone, si rivela una lettura stimolante ma è lontano dall'essere un capolavoro. Il finale poi contrasta con la visione pessimistica che permea l'intera opera.
07/05/2007
Questo libro è stato più volte criticato perchè hanno detto che non vale, ma io non sono d'accordo:anche se tratta un argomento un pò particolare che però si potrabbe ricollegare anche ai giorni nostri con tutto quello che succede nel nostro mondo!Comunque passiamo oltre e io penso anzi che questo libro non è come l' hanno definito alcune persone come una favoletta per soli bambini, ma a parer mio vale molto di più anche se la storia è triste!!!Però penso che se leggendolo si possano capire tantissime cose....
04/04/2007
Io ho letto questo libro per la prima volta in lingua originale, come testo a scuola. (studio all'estero) Mi e' piaciuto moltissimo e dopo aver iniziato a leggere le prime pagine, non sono piu' riuscita a mettere giu' il libro. La storia e' talmente coinvolgente che in solo poche pagine, Golding e' riuscito a trasmetterci un messaggio piu' grande di noi. E' nella natura dell'uomo fare del male, e questa natura viene tramandata di generazione in generazione, senza possibilita' di impedirlo... Overall, il libro e' stupendo e ho dovuto assolutamente rileggerlo in italiano per vedere se mi ero persa qualcosa. Sinceramente trovo la versione inglese piu' dettagliata e interessante, ma le copie sono entrambe un ottimo acquisto.
03/11/2006
molto interessante, anche se la perdita dell'innocenza di questi ragazzi mi ha un po ' sconvolto, il pensiero che la società umana si evolva cosi mi preoccupa un po'...
17/08/2005
ISABELLA - ISABELLA_IERVOLINO@LIBERO.IT
ECCO CHE TUTTO CIò CHE AVEVA CERCATO DI MOSTRARE IL GRANDE DEFOE CON IL SUO ''ROBINSON CRUSOE'',VIENE RIBALTATO,RIDISCUSSO E RITRATTATO DA GOLDING.IL PERFETTO INGLESE CHE CERCA DI COSTRIURE IN U'ISOLA DIMENTICATA DA DIO UNA NUOVA CIVILTà ''INGLESE'' QUESTA VOLTA FALLISCE E PER DI PIù...SONO PROPRIO I BAMBINI(CHE DOVREBBERO RAPPRESENTARE LA SPERANZA DI UNA COMUNITà,SIMBOLI DI INNOCENZA INCORROTTA)IL FALLIMENTO,LA CORRUZIONE.GLI INGLESI DA SEMPRE COLONIZZATORI E CIVILIZZATORI DIVENTANO SELVAGGI,FORMANO DELLE TRIBù,DIVENTANO ASSASSINI.GOLDING CI MOSTRA COME IN CONDIZIONE ESTREME AI LIMITI DELLA SOPRAVVIVENZA,IL MALE CHE CHE è INSITO NELL'UOMO PRENDA IL SOPRAVVENTO..ANCHE TRA I BAMBINI,ANCHE TRA GLI ''INGLESI''.UNA SORTA DI DISTOPIA,DA LEGGERE..
01/02/2005
Nel complesso piuttosto deludente, la struttura e la costruzione sono piuttosto scontati e lo stile poco avvincente. Onestamente consiglio di dare la precedenza alla lettura di libri come ''La fattoria degli Animali'' di Orwell, che si avvicina per certi versi a queste tematiche.
01/01/2005
Giuseppe - derlon@katamail.com
Sarò breve:il libro è semplicemente meraviglioso.Golding,utilizzando come personaggi dei ragazzini,fa capire che l'essere umano,spesso e volentieri,anzichè cercare di vivere in armonia con i suoi simili,tende a perseguire i propri interessi e farebbe di tutto pur di raggiungere i propri scopi.
24/05/2003
E' un libro interessante, se non altro perché parla di bambini senza idealizzare i loro comportamenti, ma esprimendo tutta la complessità dei rapporti umani. La spietatezza è forse un po' eccessiva, ed anche le descrizioni della morte sono un po' crude (mi aspettavo di peggio, comunque). Le descrizioni del paesaggio sono invece impressionanti nella loro bellezza. E' un libro che impressiona ed emoziona, anche se non si condivide (come me) la tesi di un'umanità destinata a soccombere sotto la propria malvagità.
25/01/2003
Claudio - kosai@inwind.it
E' il libro ideale per chi non sopporta quell'immagine pura e innocente che il mondo dei fanciulli ha da sempre. La malvagità di Jack, Ruggero e i ''selvaggi'' è esagerata, e la narrazione è in certi punti troppo cruda, ma rende bene il messaggio che Golding intendeva trasmettere: quello di un mondo in cui il Male penetra ove gli è possibile, ove ci sia incertezza e paura. Leggete questo racconto a metà tra l'avventura e il romanzo morale, avrete di che riflettere.
11/11/2002
cecilia - cecita@tiscali.it
non male ma un po' difficoltoso nei dialoghi. non ho letto altre opere di Golding, quindi non posso fare confronti. fatto positivo:esprime la cruda realtà del mondo in cui viviamo oggi e fa uso di un linguaggio molto comprensibile a differenza di altri autori della sua epoca. fatto negativo: l'autore si è dilungato, forse, un po' troppo in descrizioni poco importanti.
27/07/2002
Fabio Poggi - www.pignolo@hotmail.com
William Gerald Golding, in quest’opera gioca una carta sola, che fa un po’ da filo conduttore anche per gli altri racconti da lui scritti. Si tratta, essenzialmente, della sua concezione dell’uomo e dello stretto legame che questo ha con il male. In ogni caso pur essendo credente, Golding ha una visione piuttosto pessimistica della natura umana (“non mi è difficile credere in Dio, importante è che lui creda in me”), cosa che si può ben capire dalla lettura del libro. L’autore, tuttavia non esclude la possibilità che vi siano dei giusti, almeno per quanto riguarda Il Signore delle Mosche; Ralph, infatti, il protagonista del libro, non raggiunge la condizione degli altri ragazzi del racconto, mantiene giudizio, razionalità ma soprattutto umanità, il punto attorno al quale si sviluppa tutta la narrazione. In ogni cosa Ralph è immerso in un mondo d’odio, pazzia e sconsideratezza, e anche lui stesso non è completamente immune. Una sola carta, quindi, ma giocata bene e con astuzia; ciò si può desumere facilmente, prima dall’assenza di un elemento fuorviante: gli adulti; e in secondo luogo, dopo una lettura più attenta, dalla completa mancanza, anche, di ragazze in modo da non toccare neanche minimamente il tema amoroso che potrebbe distrarre il lettore dal vero motivo per il quale il racconto è stato scritto, ossia analizzare il degrado e la degenerazione della natura umana in impulsi disumani che la spingono a distruggere i propri simili. Qualcosa che potrebbe sorprende qualche lettore è come il finale, annunciato tragico più volte, si concluda poi in maniera tenera e risolutrice, sinceramente, per il tipo d’opera, un finale più pesante sarebbe molto più azzeccato. Un altro appunto che mi sento di fare a malincuore, riguarda l’eccessivo indugiare dell’autore su particolari futili mentre avrebbe potuto analizzare in maniera più profonda il lato psicologico dei personaggi e i motivi radicati nell’animo che li spingevano a dare spazio ad istinti primordiali, selvaggi e assassini. Un lato positivo, è invece come Golding sa misurare e distribuire lungo il racconto la degenerazione umana dei personaggi, in altre parole, vi è un climax nella disperazione della residua umanità che ancora resta nei ragazzi e che tenta in tutti i modi di sopravvivere. La vita quindi, sembra soccombere ed è più debole del male e delle atrocità umane ma tenta in ogni caso di preservarsi ad ogni costo e con ogni mezzo anche fino a ridurre Ralph a sopravvivere guidato da un istinto animale più che umano, ciò soprattutto nella parte finale del racconto. Non ha dunque sbagliato le “dosi” Golding, nel rappresentare l’odio, che pagina dopo pagina s’insinua come e più di un male incurabile nell’indole umana. Resta il rammarico di un libro monotematico ma che rappresenta uno dei più autorevoli ammonimenti a difendersi dal male, sostanzialmente perché il peggior nemico dell’uomo è se stesso.
