"La mattina del 28 settembre 1999 ero a Città del Messico e avevo da poco incominciato a scrivere questo libro; a un certo punto, il mondo esterno ha battuto un colpo: la stanza ha incominciato a tremare. Non sapevo granché di come si presentino i terremoti, non mi aspettavo alcunché di simile, e invece le cose sono andate come sono andate per me e per altri 25 milioni di persone intorno a me, e il mondo era un mondo imprevisto, discordante, eppure non allucinatorio, anzi, reale, se mai qualcosa lo è stato. Non è del resto la questione di aspettarsi terremoti o catastrofi. Prendiamo la cosiddetta "illusione" di Muller-Lyer. Abbiamo un bel sapere e pensare che i segmenti sono uguali, resta che continuiamo avederli diversi."
