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"Un'opera teatrale moderna, sullo stile del Britannicus di Racine, che canta in versi alessandrini una grandiosa tragedia politica... Hitler era un genio politico, ma non un eroe. In lui sono totalmente assenti la limpidezza e la radiosità essenziali in un eroe. Hitler è un personaggio cupo come il XX secolo." Queste le parole di Mishima a proposito del "suo amico" Hitler, che gettano luce sull'atteggiamento spirituale del grande autore giapponese, e sulla sua particolarissima visione del dittatore nazista. Rielaborando liberamente i dati della storia, Mishima ha rinunciato a un'interpretazione morale dei fatti; cedendo alla seduzione estetizzante di una scrittura preziosa (pur nella semplicità di un impianto drammatico che fa pensare alla nuda essenzialità del teatro Nò), ha colto gli ultimi bagliori di umanità nel politico destinato a farsi mostro.
11/08/2011
Un caso cupo come il XX secolo. Un'opera teatrale densa di metafore e riferimenti che, a chi conosce l'autore, non suoneranno nuovi. Rohm è visto come l'ideale soldato spensierato, dedito alla morte bella, in gioventù, con uno stile di vita fiumano; l'amplesso estetizzante fra morte e vita, fra apollineo e dionisiaco. Le SA sono come dei santi martirizzati, dei San Sebastiano i cui petti scultorei ricevono l'acciaio Krupp. I proiettili squarciano i petti e le divise divengono zuppe di sangue proprio come i soldati e i gladiatori delle fantasie infantili in "Kamen no kokuhaku" (Confessioni di una maschera). Hitler non è visto come un eroe (come certi neofascisti vorrebbero far credere appropiandosi di Mishima), l'eroe è cristallino, è puro, è solare. Hitler era nero fuligine come il particolato dell'industria pesante. Più probabilmente Mishima vedeva l'eroismo in Rohm trovando parallelismi con Takamori Saigo. Piegando, consapevolmente, la storia per fini artistici, Mishima ci dona l'ennesimo capolavoro. Forse richiederebbe una seconda lettura per cogliere i particolari metaforici che lasciano scorgere un profondo pessimismo quasi profetico, un' opera freddamente ironica sul movimento nazionalsocialista, dominata da personaggi maschili con sfumature muliebri che rasentano la pederastia cameratesca. Mi sento di dare quattro stelle a quest'opera perchè la contestualizzo con tutta la produzione dell'autore, che vanta di scritti ancora più emblematici di questo, che resta comunque di altissimo pregio e sensibilità.

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