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Rientrata in redazione dopo la lunga assenza seguita a un'inchiesta che l'ha molto scossa, Annika Bengzton, reporter di punta della Stampa della sera di Stoccolma, parte per Luleà, non lontano dal circolo polare artico. Deve incontrare un collega giornalista che le ha promesso informazioni su un vecchio attentato terroristico rimasto irrisolto su cui lei sta indagando. Ma quando arriva, viene a sapere che qualcuno lo ha ucciso. Le ricerche di Annika, trentacinque anni, un matrimonio in difficoltà e due bambini da accudire, conducono a un uomo che, quasi invisibile, è tornato nel profondo nord della Svezia per ritrovare le sue radici e riunirsi al gruppo di cui un tempo aveva assunto il comando, in nome di un'idea folle per la quale aveva deciso di lottare. Narratrice appassionata e attenta alla realtà, Liza Marklund è tra gli autori dì genere scandinavi più noti e tradotti. Giudicato alla sua uscita il migliore episodio della serie di Annika Bengzton, "II Lupo Rosso" unisce all'inchiesta giornalistica la ricerca di un'appartenenza, indagando le ragioni di una scelta estrema.Rientrata in redazione dopo la lunga assenza seguita a un'inchiesta che l'ha molto scossa, Annika Bengzton, reporter di punta della Stampa della sera di Stoccolma, parte per Luleà, non lontano dal circolo polare artico. Deve incontrare un collega giornalista che le ha promesso informazioni su un vecchio attentato terroristico rimasto irrisolto su cui lei sta indagando. Maq.
29/08/2011
Sull'onda del successo avuto dalla trilogia "Millennium" è diventata una consuetudine dar vita a dei personaggi e raccontare le loro vicissitudini in un certo numero di romanzi. Se analizziamo questo fenomeno da un diverso profilo si potrebbe affermare che l'intera schiera di scrittori di thrller scandinavi ha dato vita ad una nuova tipologia di turismo: "il turismo letterario". Ho dovuto leggere subito il romanzo d'esordio per comprendere l'inizio dell'intera storia poi descritta ne "Il testamento di Nobel". Concordo sul fatto che la trama non sia proprio troppo lineare e questo può influenzare l'opinione di chi legge. Credo che non si possa nè si debba giudicare un singolo libro do una serie come questa visto che poi si sviluppano le situazioni successivamente. Se ad esempio avessimo giudicato solamente il primo volume di Stieg Larsson, sarebbe stato acclamato in tutto il mondo come "il maestro del thriller svedese"? Consiglio perciò a chi è rimasto deluso dal romanzo d'esordio di continuare a scoprire il personaggio di Annika Berngzon e dei vari individui che la rendono unica e così apprezzata. Ho avuto l'impressione che con questa serie la scrittrice abbia in parte voluto descrivere sé stessa immedesimata nella protagonista. Sarebbe interessante comprendere in che misura Annika Bengtzon sia unicamente frutto della fantasia e quanto invece ci sia di autobiografico. Nella stesura dei suoi racconti si denota una profonda conoscenza di eventi storici e del contesto socio-politico dell'Europa presa nella morsa del terrorismo degli anni settanta. E' stato strano scoprire attraverso un romanzo che uno Stato come la Svezia, modello di una democrazia sostanziale applicata, non sia riuscito a restare immune a questo fenomeno. La Marklund in questa storia pone l'accento su una questione di stretta attualità nel nostro Paese, la possibilità da parte di poteri politico-economici di controllare ed influenzare i mass-media.

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