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Leonardo Sciascia pubblicò questo romanzo nel 1961. Allora, nelle parole dell'autore stesso, "sulla mafia esistevano degli studi, studi molto interessanti, classici addirittura: esisteva una commedia di un autore siciliano che era un'apologia della mafia e nessuno che avesse messo l'accento su questo problema in un'opera narrativa di largo consumo". La stessa parola 'mafia' era usata con tutte le cautele e quasi di malavoglia. Eppure noi sappiamo che proprio in quegli anni avveniva la radicale trasformazione che spostò la mafia dal mondo agrario a quello degli appalti, delle commesse e di altre realtà 'cittadine', non più regionali ma nazionali e internazionali.
Lo scrittore Sciascia irrompe dunque in questa realtà come nominandola per la prima volta. Basta leggere la pagina iniziale de "Il giorno della civetta" per capire che essa finalmente cominciava a esistere nella parola. Sciascia sottopose il testo a un delicato lavoro di limatura, riducendolo ai tratti essenziali con l'arte del 'cavare': e, visto a distanza di anni, tale lavoro si rivela più che mai un'astuzia dell'arte.
21/01/2009
Sicuramente sorprendente immaginando di leggerlo negli anni Sessanta...un pò scontato ai tempi nostri. Comunque ben scritto a sottolineare la raffinatezza dell'autore nell'uso della lingua.
22/05/2008
Andrea - nonmiaggiungere@hotmail.it
Leonardo Sciascia ha scritto un romanzo capolavoro, soprattutto per aver trovato il coraggio di pubblicare un romanzo così delicato sul tema della mafia, quando nel 1961 non dico che non si conosceva ma sicuramente si ignorava... e l'autore, amante della sua Sicilia non poteva ignorare!
11/06/2007
Raga è belliximo sto libro, ve lo consiglio anke xkè parla di attualità, parla della situazione sociale ke si sta cercando di combattere in Sicilia in particolare. Parla del periodo degli anni sessanta, corrottissimi e ingiusti. Peccato ke nn finisca cn il lieto fine...
19/04/2007
questo libro è il peggiore ke abbia mai letto in tutta la mia vita...anke se mostra i problemi attuali della mafia, lo fa in maniera confusionaria...dopo averlo letto nn ho capito niente!mannaggia alla prof...solo xk inizia a interrogare...
15/03/2007
Dioneo Santagata - drugodean@yahoo.it
Un libro bellissimo, da leggere tutto di un fiato. Il ritmo è alto, la storia avvincente e con personaggi che si stampano nitidi nella memoria del lettore. Sciascia firma ''il primo e più bel libro sulla mafia'' (come riporta il retro dell'edizione Adelphi). E' un Sciascia che ci porta nella vera Sicilia, la Sicilia già conosciuta in Brancati (maestro di scuola del giovane Leonardo). Una Sicilia calda, criminale, dove la mafia è inserita nelle più alte sfere della società. Ma nonostante queste difficoltà la Sicilia è ''una donna bellissima'' impossibile non innamorarsi e non rimanere incantati. Da non perdere le prime pagine e soprattutto le conclusive.
09/01/2007
cari lettori io ho letto questo libro per conto della mia professoressa di Italiano e se devo essere sincera non è per ninte il mio genere. L'autore sarà anche bravo ma io ho capito poco e ninte comunque vi vorrei stimolare anche se so che le parole che ho appena enunciato non lo faranno, di provarlo qualcosa sulla amafia almeno l'ho imparata!!! buona lettura a tutti coloro che lo leggeranno!!!!!!!!!!!
04/09/2006
sullo sfondo di un piccolo borgo dell'entroterra siciliano si svolge la vicenda,ke ha inizio cn l'assasinio di un piccolo imprenditore edile,Colasberna.le indagini cominciano da subito e gia si fa notare l'omerta dei cittadini,immediatamente volatilizzati al momento dell'accaduto.la pista ke segue il capitano bellodi è quella della mafia.a qst prima omicidio ne seguono altri 2:quello di un potatore,nicolisi e quello del confidente parineddu.entrambi collegati al primo.nicolisi,colpevole di aver visto l'assasino scappare subito dopo il primo omicidio.parineddu colpevole di collaborare cn la polizia.il capitano è sulla pista giusta,ma purtroppo farà i conti con l'omerta di un popolo ke nega l'esistenza della mafia.quando tutto sembra gia risolto e i tre colpevoli,diego marchica,pizzuco e arena,vengono interrogati e arrestati,giungono degli alibi di ferro,procurati da un potente antimafia di cui non viene specificata l'identita,a scagionarli,e ad affermare ke le loro confessioni erano state estorte con violenza fisica e psicologica dai carabinieri.la mafia riuscira cosi a trionfare sulla giustizia e a continuare il suo cammino criminale. Scorrevole ed avvincente è un classico da leggere,un giallo ke non è subito chiaro cn le sue variazioni di focalizzazione,che non è fissa.del tutto realista parla però di fatti e personaggi inventati.
08/04/2004
Il libro e' bello. Rispecchia molto i problemi che abbiamo qui nel sud. Qui si commettono omicidi quasi ogni giorno ed e' molto difficile trovare chi l'ha commesso..... Un libro che dice la verita'.
18/05/2003
mi ha profondamente deluso, da un grande come Sciascia mi sarei aspettata un thriller avvincente, pieno di mistero e invece non ho capito neanche chi è stato ucciso, non segue il filo logico dei fatti, si passa da un fatto all'altro facendo venire al lettore una crisi di nervi che lo induce a chiudere il libro
16/08/2002
Sciascia scrive della Sicilia, di questa terra dove la giustizia e il senso ke da questa ne deriva sembrano non toccare l'animo di nessuno.C'è silenzio in questa terra arsa dal sole. C'è un silenzio quasi di morte che ogni abitante si porta appresso, ed ognuno sembra rassegnarsi al proprio destino immutabile e ormai imprigionato in quella tela di ragno che è la mafia... L'autore con il personagggio del capitano Bellodi non fa altro che rappresentare la nascita di tutte le antimafie.
