"Il fu Mattia Pascal", il più famoso dei romanzi pirandelliani, riveste un'importanza fondamentale nella letteratura italiana del Novecento. Grottesco antieroe, Mattia Pascal è uomo senza certezze e senza vocazioni. Creduto morto dopo una fuga da casa, pensa di approfittarne per cambiare vita, ma il desiderio di spezzare le catene delle convenzioni sociali, lo slancio verso la riconquista di un'originaria purezza e autenticità falliscono: perché la vita deve comunque darsi una forma, e la fatica che bisogna affrontare per crearne una nuova e sostenerne i condizionamenti e i compromessi è talora così grande che ci costringe a rientrare precipitosamente nella vecchia. La quale, pur con i suoi originari limiti e le sue falsità, rende possibile l'esistenza, allontanando il rischio della disgregazione, impedendoci di essere altro da noi, inchiodandoci a una realtà fittizia, ma inalienabile.
12/01/2009
Veramente, Adriana Favia, Alessandro Meis non torna Mattia Pascal perchè ha bisogno di fare sapere a tutti che non è morto, ma perchè la sua vita senza un'identità riconoscibile dallo stato era in realtà una vita senza libertà, al contrario di quello che lui pensava prima.
18/02/2004
Basta fare il nome Pirandello per illustrare la bellezza di questo libro,,, crisi di identità,,, ripudio di se stessi.... ritrovata identità... tutto questo è Il fu Mattia Pascal... Leggetelo!
04/10/2003
Adriana Favia - ahendrix@katamail.com
Io penso che questo sia il libro più bello che abbia letto in 17 anni di esistenza.Penso che sia una storia fantastica:Mattia è stufo della sua monotona esistenza, dei continui litigi familiari e non. Perciò grazie ad un malinteso tutti lo credono morto. Mattia si sente rinascere, pensa finalmente di essere libero, senza problemi.decide di spostarsi in un altro luogo nel quale vivere,si da un'altra identità (Adriano Meis),incontra altri amici.Poi, col passar del tempo, si rende conto che ha bisogno di tornare alla sua vera vita,di far sapere a tutti che lui non è morto. Penso che sia un libro molto significativo, un uomo che cambia la sua identità per provare nuove emozioni ed esperienze più che altro psicologiche. Penso che un idividuo abbia bisogno di essere semplicemente se stesso, come ci dimostra e pensa il nostro amico Luigi.
